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Le parole dell'alfabeto del Pdc/Cvp che cambia nome
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Tutte le C del Pdc
che fanno la differenza
CLEMENTE MAZZETTA


Le C che fanno la differenza nel Ppd. Che di C non ne ha. Ma che non vorrebbe togliere quel "cristiano" dalla sigla del Pdc, nome del partito nazionale. Nell’alfabeto del Ppd, togliere e mettere la C, ha però fatto la differenza fin dagli inizi. E rischia di farla oggi. Perché il Pdc, che dal 1891 siede in governo, è sceso all’11%: cambiare è questione di sopravvivenza.

Non è la prima volta che il Ppd-Pdc-Pvc, che si inscrive nella grande corrente del pensiero politico cattolico europeo, cambia nome, adeguandosi alle mutate condizioni e sensibilità della società. Suona un po’ strana - o almeno poco politica - la difficoltà del Ppd di fronte al nuovo corso del partito nazionale, che per una questione di marketing, di appeal, ha deciso di abbandonare la C di cristiano dalle sigle del partito, dal tedesco Cvp, "Christlichdemokratische Volkspartei", ovvero "Partito popolare democratico-cristiano", e, in francese, Pdc "Parti démocrate-chrétien", ovvero"Partito democratico-cristiano".

C come consenso
La svolta è infatti figlia del calo dei consensi. La forza elettorale del Ppd è in continuo calo da quarant’anni. Era - a livello nazionale - del 21,3% nel 1979 è stata dell’11,4 % nel 2019. "Dal 1979 ad oggi nessuno di noi non ha mai vissuto una domenica elettorale vincente", ha detto il presidente del partito Gerhard Pfister, spiegando la svolta. Mentre nel secolo scorso le radici cattoliche avevano garantito una solida base elettorale, in maggioranza i cattolici votavano per il loro partito di riferimento, a partire dagli Anni ‘70, vuoi per la secolarizzazione, per il calo dell’influenza socio-culturale della Chiesa, vuoi per l’evoluzione dei costumi, per la società dei consumi, il rapporto si è sfilacciato. Ecco allora la proposta, che ha lasciato sorpresi i ticinesi.

C come centro
Probabilmente le perplessità sono date dal fatto che il posto di quella C che Pfister giudica "eticamente troppo impegnativa", viene preso dalla C di Centro. Il nuovo partito - come è noto - si chiamerà "Alleanza del Centro", "Die Mitte" in tedesco, "le Centre" in francese. Una collocazione geografica più che una prospettiva politica. Ma questo - secondo gli strateghi del marketing, e secondo l’attuale dirigenza, aprirebbe spazi elettorali attorno al 20%. In grado di recuperare il secondo seggio in consiglio federale perso nel 2003 a favore dell’Udc. Un partito che, ironia del destino, nella sigla ha proprio quel C di Centro che ha eroso la base elettorale del Ppd. A cui l’Udc ha "rubato" il tema del conservatorismo.

C come cristiano
Ma sostituire la C con quella di Centro, non dovrebbe essere un problema in Ticino. La C di "cristiano" il Ppd l’ha abbandonata negli Anni ‘70.  Erano gli anni dell’apertura, dell’abbattimento degli steccati, dell’accoglienza di altre sensibilità e orientamenti (anche se molti cattolici impegnati in politica, allora andarono verso i partiti di sinistra). Si optò per un cambio di nome, Partito popolare democratico, lasciando nello statuto al primo punto una dichiarazione di valori: "Il Partito riunisce le donne e gli uomini che vogliono difendere gli interessi della comunità nel rispetto della persona umana e del creato, ispirandosi ai valori del cristianesimo".

C come conservatore
Negli Anni ‘70, oltre alla C di cristiano si è abbandonata anche la C di "conservatore". Queste le prime due C escluse dall’alfabeto del partito. Che in precedenza, nel secondo dopoguerra (1957) si chiamava "Partito conservatore cristiano-sociale". La C di cristiano c’era. Rvendicata, assieme a quella di conservatore. Ma a seguito di una profonda  revisione dei programmi - erano gli anni del Concilio Vaticano II - si decise l’abbandono del nome "conservatore" (allora poco efficace elettoralmente). Cosa che portò il partito a collocarsi al centro dello schieramento nazionale.

C come confessionale
Il Ppd non è un partito confessionale. Dalla depenalizzazione dell’aborto all’unione registrata tra persone dello stesso sesso, sono molti i temi che evidenziano la distanza fra Ppd e insegnamento della Chiesa. In Ticino il Ppd non lo è dal primo ‘900, dal tempo di Giuseppe Cattori che ruppe il legame con la gerarchia ecclesiastica e con i clericali del partito. Anche lì si parlava di cambio del nome del partito, allora "Partito liberal-conservatore". Una sigla ritenuta troppo clericale e distante dal comune sentire. Per Cattori, "liberale" era fuori moda: "Meglio democratico". E così il partito fu chiamato "Partito conservatore democratico". Cattori poté costruire l’intesa tra conservatori e socialisti contro i liberali. Intesa che - si legge sul sito web del Ppd - "fu indigesta a gran parte della Chiesa locale e a non pochi notabili conservatori".
17.10.2020


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