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La sconfitta di Trupmp è stata un'eccezione alla tendenza
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Tutte le risposte possibili
all'imperante populismo
NENAD STOJANOVIC, POLITOLOGO UNI DI GINEVRA


Dire che "la democrazia è in crisi" è diventato ormai un luogo comune. Ma è innegabile che qualcosa stia accadendo nelle democrazie occidentali. Il tasso di partecipazione alle elezioni è in diminuzione un po’ dappertutto.  Sempre più elettori ed elettrici preferiscono votare per persone e movimenti populisti, che pretendono di parlare "a nome del popolo". Da questo punto di vista le recenti elezioni americane sono un’eccezione e non la regola, sia perché c’è stato un aumento forte dell’affluenza, sia perché il presidente uscente Donald Trump, l’incarnazione stessa della nozione di "populista", è stato defenestrato, anche se per il momento continua ad arrampicarsi sui vetri.
In affanno sono soprattutto i partiti politici tradizionali (si pensi soltanto all’implosione del sistema di partiti in Francia e in parte anche in Italia). In questo contesto particolare è diventato accattivante pubblicare libri con titoli audaci come "Contro la democrazia" (2016) - l’autore è James Brennan, professore della filosofia politica alla Georgetown University - oppure, più vicino alle nostre latitudini, "Contro le elezioni" (2013) dello scrittore belga David van Reybrouck, o ancora "La democrazia non esiste" (2018) del matematico e saggista italiano Piergiorgio Odifreddi.
Per affrontare la crisi della democrazia ci sono sostanzialmente due risposte. Risposte che vanno in direzioni diametralmente opposte. Da un lato c’è chi, come Brennan, propone di passare a un regime dove il potere decisionale è riservato a coloro che hanno le conoscenze necessarie. Concretamente, propone che le cittadine e i cittadini debbano superare un test prima di poter votare. Per Brennan è infatti inammissibile che le persone ignoranti possano prendere decisioni con un impatto duraturo sulla politica, sull’economia, sulla società. Dall’altro, invece, sono in molti a proporre un ampliamento dei canali di partecipazione democratica o addirittura l’introduzione di nuovi canali, fra cui l’uso maggiore di referendum (secondo il modello svizzero) e la costituzione delle assemblee cittadine, con componenti estratti a sorte.
Dal mio punto di vista, se davvero vogliamo difendere la democrazia, non possiamo accettare di avviarci sul cammino suggerito da Brennan e altri sostenitori di forme tecnocratiche o epistocratiche della democrazia. La ragione è semplice: il principio cardine della democrazia è l’eguaglianza: ogni individuo, membro della società democratica, deve godere della stessa dignità e dello stesso rispetto. Tutti e tutte devono avere il diritto di voto, senza dovere passare un test di conoscenze. Ovviamente ciò non vuol dire che non si debba fare il possibile, e più di quanto (non) si stia facendo, per migliorare la formazione civica dei giovani e non. Ma farne una condizione per poter esercitare i diritti democratici viola il principio di eguaglianza e quindi uccide la democrazia.
Non possiamo perciò far altro se non di esplorare le vie della "maggiore democrazia" per dare risposta al pericolo del populismo e alla crisi dell’attuale sistema di democrazia rappresentativa, basata giustamente (ma forse eccessivamente) sul ruolo dei partiti.
Qui però ci scontriamo con un paradosso. Chi - nei Paesi come la Francia, la Germania, il Belgio, la Spagna, eccetera - vuole e si batte per più democrazia - per esempio per più democrazia diretta - è spesso criticato e osteggiato da persone - politici, scienziati, opinionisti - che di principio non sono contro la democrazia ma temono che un uso maggiore di referendum e iniziative popolari porterà l’acqua al mulino di leader e movimenti populisti. In altre parole, si teme che il presunto rimedio peggiorerà la salute del paziente. I critici trovano poi subito degli esempi emblematici (ma poco rappresentativi) per sostenere la propria tesi, citando il referendum sulla Brexit del 2016 o il divieto di costruire minareti voluto dalla maggioranza dei votanti svizzeri nel 2009.
14.11.2020


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