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Rimproveri, ma anche sostegni tra i deputati a Berna
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'Si critica Cassis perché
più debole di Keller-Sutter'
ANDREA BERTAGNI


Critiche ma anche controcritiche. I parlamentari a Berna si dividono tra chi rimprovera il consigliere federale Ignazio Cassis e chi respinge le accuse al mittente, bollandole, in alcuni casi, come aggressioni esclusivamente politiche finalizzate a scalfire il secondo seggio in governo del Plr. "Si sta colpendo Cassis - dice Jacqueline De Quattro, consigliera nazionale Plr - perché è più debole rispetto all’altra ministra liberale radicale, Karin Keller-Sutter, che in quanto donna raccoglie più simpatie e voti. Al "fuoco di fila"dei socialisti, da sempre critici nei confronti del ministro ticinese, si sono poi unite ora le forze di un piccolo gruppo di centro. Sarò franca: in questo vedo soltanto un attacco politico al secondo seggio Plr".
I rimproveri di gestire male il Dipartimento che dirige (quello degli Affari esteri), l’accusa di condurre una politica internazionale "scollegata" alla tradizione umanitaria e solidale svizzera, nonché i dubbi sulle nomine degli ambasciatori - riassunti una settimana fa da Le Temps e riaffermate da diversi esponenti politici sul Caffè domenica scorsa - sono dunque solo "attacchi politici"? Lisa Mazzone, consigliere verde agli Stati, non ci crede. "La politica estera di Cassis è stata finora contraria alle posizioni neutrali del nostro Paese - afferma -. Tant’è vero che il Consiglio federale è dovuto intervenire più volte. L’inchiesta di Le Temps non ha fatto altro che mostrare quello che già si sapeva: ovvero l’esistenza di parecchi problemi".
Matthias Aebischer, consigliere nazionale Ps, non se la sente di commentare la conduzione e gli equilibri all’interno del Dipartimento diretto dal ticinese, ma una cosa la dice lo stesso. "Quando è stato eletto aveva promesso di "resettare" i nostri rapporti con l’Unione europea, ma non l’ha fatto". Punto e a capo. Il senatore socialista Roberto Zanetti getta invece acqua sul fuoco. "Non vedo grandi problemi, forse, è vero, può esserci qualcosa di non ottimale, ma per quanto riguarda la politica estera non me la sento di giudicare, non essendo nella commissione del Consiglio degli Stati che si occupa dei dossier internazionali".
Doris Fiala, deputata Plr, quindi dello stesso partito di Cassis, non ha problemi ad ammettere che "se guardiamo l’accordo quadro, è chiaro che serviranno miglioramenti, ma non si possono fare miracoli. È bene anche ricordare che molte industrie svizzere hanno già succursali e filiali in Europa e quindi sono già abituate a trattare con il mercato europeo. La mia frustrazione è perciò grande, perché non capisco bene cosa stia succedendo".
Segnali inquietanti. Così invece definisce Nicolas Walder, consigliere nazionale dei Verdi e membro della commissione della politica estera, i passi compiuti da Cassis sul piano internazionale. "Non posso nascondere di non essere inquieto", afferma Walder. Inquietudini di fronte "alla gestione dei diplomatici e della diplomazia svizzera che ha sempre messo al centro il multiculturalismo e difeso il rispetto dei diritti umani". Ma anche preoccupazioni "per come Cassis ha gestito il caso Pierre Krähenbühl, il commissario dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa), dimessosi dopo aver subito pesanti pressioni politiche ingiustificate. Il nostro Paese - prosegue Walder - ha sempre mantenuto un ruolo neutrale fra Israele e Palestina, mentre con l’attuale ministro degli esteri ci sono stati prese di posizioni che si sono spinte da una parte piuttosto che dall’altra". Criticata da Walder è in particolare "la vicinanza che Cassis ha manifestato nei confronti di Mike Pompeo, che sotto la presidenza di Donald Trump, è stato segretario di Stato degli Stati Uniti".
Critico sempre sul fronte del Medio Oriente anche il consigliere agli Stati socialista Christian Levrat. "Cassis nella gestione dei rapporti tra Israele e Palestina ha dimostrato di sostenere troppo la posizione di Trump. La sua posizione personale non è in sintonia con quella neutrale della Svizzera". Ma anche l’affare Unwra, secondo Levrat, non è stato condotto in modo ineccepibile. "La sua posizione personale è difficilmente comprensibile", annota l’ex presidente del Partito socialista svizzero. Altri rilievi arrivano sulla gestione degli ambasciatori. "Serve più sensibilità. Non si possono spostare senza una visione seria. Altrimenti si crea malessere tra i funzionari", sottolinea Levrat.
Tirano invece acqua al mulino del ministro, i senatori Plr Olivier Français e Andrea Caroni. "Tutto è nato per la frustrazione di uno, due persone del Dipartimento messe all’angolo - spiega Français - trovo folle questa situazione, che viene amplificata anche dalle reti sociali, dove la polemica impazza ed è diventata veramente scadente".
Caroni, come De Quattro, osserva un attacco al secondo seggio. "Keller-Sutter è più difficile da attaccare, per cui il Ps se la prende con Cassis in vista del 2023, anche perché gli Affari esteri stanno molto a cuore alla sinistra, che prima era abituata ai toni più morbidi di Didier Burkhalter, mentre con il ticinese deve fare i conti con una politica più liberale su vari fronti. Dai rapporti con le Ong alla gestione degli ambasciatori, un settore quest’ultimo fatto anche di piccoli re e principi che non sono abituati a essere messi in discussione".
Non vuole entrare in polemica invece il parlamentare socialista vodese, Samuel Bendahan: "Quello che posso dire è che l’elezione di Cassis ha spostato molto più a destra gli equilibri all’interno del Consiglio federale. Lo si sapeva prima dell’elezione del ticinese e ora si sta confermando questa tendenza, ad esempio, sui dossier di politica estera". Rincara invece la dose Ada Marra, consigliera nazionale Ps. "Le critiche al ministro sono giustificate. Ogni consigliere federale a capo del Dipartimento degli affari esteri ha sempre avuto una visione politica e un approccio in linea con i valori del nostro Paese, mentre Cassis sembra seguire un approccio solo economico".
Anna Giacometti, consigliera nazionale Plr e membro della commissione della politica estera, si schiera con Cassis. "Quelle sugli ambasciatori - dice - sono critiche ingiuste. Perché sono arrivate da un paio di diplomatici scontenti e sono state usate dagli avversari politici. Stimo Cassis, secondo me è una persona preparata e competente".
abertagni@caffe.ch
06.02.2021


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