Lo "smartreportage" tra i marinai del lago in sciopero
Immagini articolo
I volti della protesta
tra pontili e battelli
MAURO SPIGNESI


La vita scivola via da un’altra parte la mattina di un’estate dal tempo incerto. "Mai avrei pensato di ritrovarmi in questa situazione. Poi il postino mi ha consegnato la raccomandata. E solo allora ho realizzato davvero che ero stato licenziato". Giovanni De Lisio ha 45 anni, da 5 lavora nella società di Navigazione Lago Maggiore, ed è uno dei i 34 dipendenti (14 fissi e 20 stagionali), che dalla fine dell’anno dovrà stare a casa. La rabbia, come la delusione, sono stampati sul suo volto come in quello dei suoi colleghi in sciopero da sei giorni dopo la decisione dell’azienda di navigazione di cessare l’attività sul bacino del Verbano in territorio svizzero senza offrire garanzie occupazionali e inviare nel fine settimana la motonave Daino con personale italiano per garantire la rotta sulle isole di Brissago . "Il futuro? E chi lo sa. Cerchiamo di essere ottimisti - spiega Gianluca Carini, 50 anni, da 8 impiegato alla Navigazione Lago Maggiore - ma quando andiamo a casa dai nostri figli, cosa gli diciamo? Io ogni giorno quando rientro in famiglia sono abituato a raccontare un aneddoto, che so?, la strana richiesta di un turista o un fatto curioso. Ora gli racconterò della nostra lotta per difendere e riaffermare che la dignità di noi lavoratori non si vende e non è derogabile".
I volti della protesta, però, regalano anche sorrisi. "Sì, perché la gente ci ha dimostrato una grande solidarietà - spiega Tiziano Barra, 52 anni, da 20 al lavoro tra un battello e imbarcadero - e questo nel clima di profonda tristezza che viviamo ci ha dato una grande forza, ci ha dato energia per andare avanti. A noi non fa piacere scioperare, creare disagi tra i passeggeri. Ma purtroppo questo era l’unico strumento per farci sentire". Uno strumento, lo sciopero, raro. "Serviva una scossa, non si può accettare passivamente una decisione unilaterale, contraria a qualsiasi regola di partenariato sociale. Qui - spiega Angelo Stroppini, segretario regionale del Sindacato regionale dei trasporti (Sev), che segue in prima fila la vertenza con Ocst e Unia - è in ballo il futuro di 34 famiglie".
Il sindacato e i dipendenti della navigazione cercano di capire cosa accadrà con il nuovo anno quando partirà la nuova concessione. "Quello che ci ha dato terribilmente fastidio - spiega ancora  Giovanni De Lisio - è che siamo stati trattati da numeri, non da persone che hanno una sensibilità, una famiglia, che hanno dei progetti. Hanno tirato un tratto di penna sui nostri nomi e via, tutto finito. Noi a questa società abbiamo dato tanto, perché siamo noi a trattare con i turisti, siamo noi a promuovere giorno dopo giorno il Ticino". Un lavoro paziente, a bordo dei battelli come nei pontili. Un lavoro che è un investimento nel futuro. "Perché, come si sa, chi sta bene in un posto poi ritorna", racconta Pasquale Bianco, che da 25 anni ogni estate è all’imbarcadero di Locarno come impiegato stagionale. "Ma il prossimo anno - aggiunge - chissà dove sarò visto l’aria che tira". Come Bianco sono venti i dipendenti stagionali mandati a casa dall’oggi al domani. E loro sono l’anello debole della vertenza perché hanno meno diritti. "Ma noi - aggiunge Bianco - abbiamo sempre garantito un servizio di qualità, un sorriso, un gesto gentile che è apprezzato dai turisti". E infatti davanti al cartello "Sciopero" diverse famiglie in vacanza si fermano e chiedono spiegazioni, domandano perché non possono imbarcarsi per le Isole o per altre località del Lago Maggiore. "E quando sentono le nostre ragioni ci dicono d’essere dalla nostra parte", spiega Fausto Sargenti, da 14 anni alla società di navigazione. "A ottobre - racconta - andrò in pensione. Sono stato fortunato, ma ho un peso sul cuore perché penso ai miei colleghi e al destino di questa azienda alla quale abbiamo dato tanto, impegnandoci anche oltre l’orario di lavoro per poi ricevere un brusco benservito senza nessuna trattativa". Il metodo usato in questa vertenza ha indignato un po’ tutti. "Io son qui da 17 anni - spiega Michele Baruffaldi -  e ora mi ritrovo a dover ripartire, a dover riorganizzare la mia vita. Non è semplice soprattutto quando pensi di avere un lavoro stabile e prendi impegni e programmi il futuro".
E al futuro ha pensato a lungo anche Diriye Amey, 31 anni, dal 2005 con indosso la divisa della navigazione. "Un tempo - racconta - questo era un lavoro ambito. È stato il lavoro di mio padre e poi è stato il mio lavoro. Offriva certezze salariali, una attività stimolante a contatto con la gente. Ora tutto questo è svanito. E ci resta soltanto la delusione per quanto è accaduto, ma anche la forza di andare avanti che ci arriva dagli attestati di solidarietà".
Una solidarietà che si vede sui visi di chi non è in divisa. Di chi, come una giovane coppia svizzero tedesca, vuol fare un selfie con gli operai in lotta. "La nostra casa è sempre stata qui, in mezzo alla gente, tra imbarchi, sbarchi e corse da una parte all’altra del lago", dice Robin Cusimano, dal 2005 alla società di navigazione. "Non abbiamo mai guardato orari - aggiunge - anche durante le feste siamo sempre stati qui". Quello che si legge sui volti mentre si chiude un’altra giornata di sciopero è però la rabbia. "Perché - spiega David Knuttel, 33 anni, alla sua quinta stagione sui battelli - è mancata la trasparenza e dunque il rispetto della persona, prima che dei lavoratori".

mspignesi@caffe.ch


La manifestazione
Corteo di solidarietà a sostegno del lavoro

Alcune centinaia di persone ieri pomeriggio, sabato, ha dato vita a una manifestazione di solidarietà a Locarno a sostegno dello sciopero. Sindacalisti, politici, una delegazione del municipio di Locarno e di altre società di navigazione dei laghi svizzeri hanno auspicato una rapida chiusura della vertenza
02.07.2017


IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Se la tredicesima
da sola non basta più
L'INCHIESTA

Case anziani nel caos,
il personale è in rivolta
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Ma Padre Cristoforo
era un assassino!
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Millennial al potere
ma non "correct"
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nella base americana
"Pronti, qui in Corea"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Propaganda e verità
sono sempre in guerra
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Quelle vie d'uscita
per Gerusalemme
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La pizza nasce local
ma è diventata global
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, terzo trimestre 2017
14.12.2017
L’Ufficio dell’ispettorato del lavoro ha pubblicato le date dei corsi di formazione inerenti la Legge federale sul lavoro e relative Ordinanze, previsti durante l’anno 2018
14.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
13.12.2017
Aggiornati i dati su consumo e produzione di energia in Ticino consultabili nel portale dell'Osservatorio ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
13.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
12.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel terzo trimestre 2017
11.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
07.12.2017
Pubblicati orari e tariffe dei trasporti pubblici, validi dal 10 dicembre 2017 [www.ti.ch/trasporti]
04.12.2017
Militare: Visite di reclutamento 2018
04.12.2017
Caccia tardo autunnale: evoluzione delle catture al 04.12.2017 [www.ti.ch/caccia]

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Al-Abadi
dichiara la fine
della guerra
all'Isis in Iraq

I 300 giorni
di carcere
del giornalista
Deniz Yucel