Il Caffè nel "covo" dei fedelissimi di Matteo Salvini
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"Lui è il capitano
il popolo è la Lega"
ALESSANDRO RICCI DA BERGAMO


Il capitano sta per arrivare". La voce dello speaker risuona dagli altoparlanti nel parcheggio antistante al palazzetto dello sport di Alzano Lombardo. È domenica 2 settembre. Sono da poco trascorse le 19.30 e migliaia di persone si ritrovano alla Berghem Fest per vedere il segretario della Lega, nonché ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini. Scivoli gonfiabili per i più piccoli, cartelli in stile campagna elettorale americana e prodotti tipici del bergamasco fanno da corollario ad una giornata di impegno politico.
Lo slogan è "Prima gli Italiani", che si lega a quello ben più famoso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, "America First". Nonostante la Lega rischi di vedere nome e simbolo spazzati via da un’inchiesta giudiziaria su 49 milioni di fondi pubblici scomparsi - sentenza esecutiva da giovedì scorso - infatti, i militanti sembrerebbero preoccuparsi soltanto dell’immigrazione. È il tema sul quale Salvini ha impostato la propria campagna elettorale. "Negli ultimi anni l’Italia è andata sempre peggio con la storia dei migranti. Il Pd invece di aiutare gli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese, che non hanno un lavoro, ha aiutato soltanto gli immigrati. C’è un’immigrazione incontrollata, se vai a Bergamo o a Milano, c’è solo gente che spaccia e delinque", sostiene Christian Belometti, 37 anni, autista.
La pensa nello stesso modo Adriano Bamberga, pensionato di 65 anni: "L’immigrazione è un problema creato dai precedenti governi. Non è razzismo, Salvini sta solo dimostrando che qualcosa in più contro l’immigrazione incontrollata si poteva fare, è un uomo del popolo che parla al popolo". Al pensionato fa eco Tony Iwobi, primo senatore nero della Lega, 63 anni. Arrivato dalla Nigeria con un visto da studente è poi rimasto per fondare la sua azienda specializzata in Ict. Ha aderito alla Lega nel 1990, quando ancora la scritta "Nord" padroneggiava nel nome. "Noi non siamo razzisti, tantomeno contro i rifugiati, siamo contro l’immigrazione illegale e i clandestini. L’Europa non ci sta aiutando a contrastare questo fenomeno - continua il senatore - ma l’Italexit non è una soluzione, l’unica cosa da fare è quella di cambiare l’Ue da dentro. Questo potrà essere fatto solo dalla Lega e da Salvini, che è l’unica speranza per l’Italia".
A comizio iniziato, quando il "capitano" domina il palco come uno dei migliori showman, applausi e "mandiamoli tutti a casa" rivolti ai migranti fanno il paio con i fischi per i magistrati di Genova che indagano sui 49 milioni di euro scomparsi. "Salvini sta lavorando per il popolo italiano, per la gente comune, più di così non si può fare. Ha toccato i poteri forti, gli interessi economici, quindi i media e i social lo attaccano. Ma anche se la Lega dovesse cambiare nome a causa di una sentenza sfavorevole, non morirà mai, perché la Lega è il popolo", sostiene Giovanni Parmegiani, 51, impiegato. Quello del popolo e dell’attaccamento al territorio è uno dei leitmotiv del popolo leghista. Salvini è riuscito nell’impresa di portare un partito con una forte base territoriale ad essere votato persino in Sicilia.
Il ministro dell’Interno italiano è visto come un "capitano" perché è "uno che fa quello che dice, un uomo che viene dal popolo e che grazie alla sua esperienza riesce a parlare come un cittadino comune", sostiene la signora Attilia, pensionata di 68 anni. Difficile darle torto, stando anche ai recenti sondaggi dell’istituto Iswg che registrano il partito in una costante ascesa fino a toccare il 32,2% staccando il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. Ma in una cosa soprattutto è riuscito Salvini, nel convincere i propri elettori che abbandonare l’Unione Europea e l’euro sia un errore e che la Lega insieme ai pentastellati possa riuscire a far cambiare idea a Bruxelles. L’appuntamento è a marzo 2019 quando le elezioni per il Parlamento Europeo "cambieranno gli equilibri politici e, Lega e partiti alleati, daranno una bella scossa alle élite" come dice il "capitano" dal palco, mentre la folla si alza in piedi in una standing ovation.
09.09.2018


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