Qualche critica degli adulti ai manifestanti per il clima
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"Scioperate pure
ma siate coerenti"
ANDREA BERTAGNI


Separati dall’età, non dalle idee. I giovani che tra martedì e venerdì si sono accampati per 96 ore consecutive davanti al palazzo delle Orsoline per chiedere al Governo ticinese di fare di più per il clima incassano il sostegno degli adulti. Che però li invitano alla coerenza. A non "predicare bene e razzolare male".
Carezze, ma anche tirate d’orecchie dunque al popolo di Greta Thunberg, l’attivista 16enne svedese che per prima ha scioperato per l’ambiente. Almeno da parte dei bellinzonesi che hanno ancora negli occhi i rifiuti lasciati per strada dai ragazzi che hanno sfilato il 15 marzo per salvare il pianeta. "L’intento è nobile - spiega Nivardo Maestrani, che di anni ne ha 60 - ma bisognerebbe essere anche coerenti". Anche Tiziano Marrocco, 56enne che ha un negozio sulla centralissima via Teatro, è dello stesso parere. "I messaggi sono giusti, ma ho l’impressione che dietro a Greta Thunberg ci sia qualcuno che approfitta del personaggio creato". Slavica Savic, 43enne, va dritta al punto. "Fanno bene a protestare, ma non è raro vedere i giovanissimi che buttano cartacce per terra".
Juri Domeniconi si ripara dalla pioggia sotto un portico. Gli scioperanti non sono lontani. Si intravvedono le loro mantelline blu. "È importante che si fanno sentire, che partecipano alla vita democratica - annota - altrettanto fondamentale è però che non diventi una protesta continua". Fabrizio Ferracini, 63enne che ha un bar vicino a piazza Collegiata, non se la sente di fare rimproveri. Anche se… "Quando hanno fatto la manifestazione lo scorso 15 marzo hanno lasciato davvero di tutto per terra". Haydi Aytogan ha 33 anni e viene dalla Siria. "Sono solo scenate - precisa - il Governo è consapevole che esiste il riscaldamento climatico: questi giovani dovrebbero farsi un esame di coscienza". Non la pensa così Chantal Marsala che di anni ne ha 38. "Sono contenta che i ragazzi si siano svegliati: meglio questi "dimostranti" di chi sta tutto il giorno davanti a un computer". Natalia Gonzalez è convinta. "Il Consiglio di Stato dovrebbe ascoltarli, giusto farsi sentire".
Anche perché, al di là dell’essersi accampati, gli adolescenti hanno qualcosa da dire. All’Esecutivo, ma anche alla popolazione. "La nostra è un’azione simbolica - sottolinea Siro Pedrozzi, 16 anni e berretto calcato bene in testa - ma anche di contenuti: ecco perché consegnamo ogni giorno una lettera ai consiglieri di Stato con le misure che possono essere applicate per invertire la rotta". Rebecca Martinelli lancia un monito. "Ci siamo oggi e ci saremo anche in futuro: controlleremo il Governo affinché continui a ricordarsi di noi".
Idealisti, ma anche concreti. "Non facciamo scioperi solo per la saltare la scuola - puntualizza Lars Gutknecht, che ha appena finito il turno di notte - la questione climatica non può essere ignorata nemmeno per un minuto". Sari Giovanettina ha 15 anni. Parla a bassa voce. Ma ha le idee forti. "Con questo sit-in vogliamo dimostrare che ci teniamo, che il nostro non è solo un canto del cigno". Anche Larissa Bison e Riccardo Di Nimmo hanno gli occhi lucidi di chi ha dormito poco. "I problemi climatici devono essere risolti da tutti - affermano - anche dalla politica". Tanto più che non c’è più tempo. "Se non si agisce oggi sarà troppo tardi - segnala Costanza Giorgi - tutti dovrebbero prendersi un minuto al giorno per farsi un esame di coscienza". Di sicuro si è fermato a riflettere Kevin Simao Ograbek. "Vedo molti coetanei che vogliono portare avanti i nostri ideali: non siamo soli".

abertagni@caffe.ch
28.04.2019


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