Un tour nel Sudafrica di Nelson Mandela
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I segni dell'apartheid
nel cuore di Soweto
FEDERICO BASTIANI DA JOHANNESBURG


Chi visita il Sudafrica di solito fa solo scalo a Johannesburg per poi dirigersi nei luoghi più turistici, Cape Town, la via del vino, il Kruger Park. Ma anche Joburg (come viene chiamata dai suoi cittadini) e la località balneare Durban, paradiso dei serfisti, sono città straordinarie. Tornando a Johannesburg, gennaio è il mese perfetto per visitarla. Per due motivi: la temperatura non supera i ventisette gradi e trovandosi a 1.750 metri sul livello del mare, è sempre ventilata. Inoltre la città si svuota, non c’è la pressione del traffico cittadino che complica gli sposamenti durante l’arco dell’anno. Johannesburg non ha un servizio pubblico dei trasporti efficiente e la maggior parte delle persone si sposta con mezzi privati o con Uber che ha prezzi contenuti oppure i "tuk tuk".
A Johannesburg non può mancare la visita all’Apartheid Museum che ricostruire la storia della segregazione razziale del Paese, è una tappa obbligata se si vuole capire meglio il Sudafrica di oggi. Restando fuori dai musei, per vedere il cuore di Johannesburg, bisogna recarsi a Soweto, la township con oltre tre milioni di persone che fu creata durante l’apartheid per segregarvi le persone di colore che arrivano in città per lavorare nelle miniere. Per visitare quest’area, il modo migliore per farlo è la bicicletta.
Il Lebos’ Soweto, è un gruppo di ragazzi residenti a Soweto che hanno creato una sorta di agenzia viaggi per portare i turisti in bicicletta per la township, incontrare le persone del posto e visitare i luoghi celebri, come la casa di Nelson Mandela o la piazza dove il 16 giugno 1976 avvenne lo scontro fra la polizia e gli abitanti di Soweto, e dove Sam Nzima scattò la celebre foto che fece scoprire l’apartheid nel mondo. È un percorso molto toccante nel cuore di Soweto che aiuta a capire meglio la particolarità del luogo. Non è raro vedere Bmw di lusso parcheggiate davanti a case diroccate perché le persone di Soweto, che sono riuscite ad affermarsi, preferiscono rimanere nel luogo nativo evitando di trasferirsi nelle aree ricche della città. Appena a trenta minuti da Johannesburg, si trova il Lion Park. I leoni non sono protetti dalla caccia in Sudafrica e per questo motivo esistono queste riserve che consentono anche di poter interagire con i leoni più piccoli, è un’esperienza che vale la pena vivere.
Per alloggiare, Rosebank è un quartiere perfetto perché non è troppo esclusivo ma allo stesso tempo vibrante e integrato. L’hotel 54th Bath si trova proprio nel cuore di Rosebank è considerando il cambio favorevole euro/rand, è molto vantaggioso per lo standard di qualità che offre. Se il paese è ricco di contraddizioni, lo è anche la cucina che ha subito tantissime influenze. Lo chef di Soweto Wandile Mabaso, dopo aver lavorato a New York e Parigi in ristoranti stellati, ha aperto un ristorante a Sandton, Les Creatifs. Il Sudafrica è un paese giovane e per questo motivo viaggiare con bambini è molto semplice, ogni ristorante ha la sua area bimbi ed esistono molti luoghi adatti a loro come lo Sci Bono Discovery Center, un posto enorme creato per spiegare la scienza ai più piccoli.
Con un’ora di volo si arriva a Durban, città balneare con la temperatura che non scende mai sotto i venti gradi, anche d’inverno. La spiaggia di Umhlanga è una delle più turistiche dove si trova il Whalebone Pier, uno dei moli più belli del mondo secondo Cnn. A Durban è anche possibile cenare in un vecchio relitto abbandonato circondati da squali, è il Cargo Hold. Per visitare la città, uno dei porti più importanti del mondo, è consigliabile usare il tour bus che consente di esplorare ogni angolo della città in due ore.
(1 - continua)
26.01.2020


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