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Molte regole, poca chiarezza per i consumatori
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Nei supermercati le misure
confinano con l'assurdo
ANDREA BERTAGNI


L’elettronica è bandita, sbarrata, vietata, ma non le batterie per far funzionare registratori, sveglie, telecomandi. Quindi gli oggetti elettronici. Chi ha uno stereo durante le misure di confinamento se lo deve insomma solo tenere e non cambiare.
Fosse solo questo uno degli esempi dell’assurdità con cui sono confrontati i consumatori ai tempi della pandemia costretti a barcamenarsi tra ciò che si può e non si può comprare nei supermercati. Le nuove regole in molti casi fanno insomma rima con incoerenza. Sì, perché in un grande magazzino non è ad esempio possibile acquistare vestiti, ma un paio di scarpe sì. In un altro è possibile mettere nel carrello pantaloni, maglioni, giacche e persino sciarpe per bambini, ma non i pigiamini. Vestire i propri pargoli insomma va bene, ma non quando si tratta di metterli a letto. A poca distanza dagli scaffali con l’abbigliamento per bambini c’è quello per ragazzini con misure solo di poco più grandi. Niente da fare. Chi è solo di poco un po’ più grandicello della taglia 74 si deve arrangiare. Che ai tempi del virus significa rinunciare. Bisogna quindi sperare che i figli non crescano troppo in fretta.
Durante la pandemia non è possibile neppure comprare giocattoli. Anche se in un grande magazzino il confine a volte è labile. Perché mazze e palline per giocare a unihockey sono in vendita. Anche se gli articoli sportivi sarebbero proibiti.
Siccome le librerie sono chiuse anche i libri dai supermercati sono banditi. Ci sono e a volte sono appesi alle pareti ad altezze diverse, secondo la posizione in classifica. Fa un po’ specie notare che le posizioni ormai non sono più aggiornate. È come guardare una fotografia del passato. Anche se poi la voglia del presente ritorna in auge nei chioschi e nei distributori di benzina, dove qualche romanzo è sempre possibile trovarlo.
Veramente particolare è il caso dei prodotti per la prima infanzia. In un supermercato il settore è sbarrato con il nastro dei cantieri. Chi ha un bebé deve insomma rinunciare alle salviettine umide ma non ai pannolini. Quelli sono messi al confine della zona proibita ed è un po’ difficile capire se possono essere comprati. Però ci sono e per fortuna. Anche se bisogna fare di necessità virtù anche in questo caso.
Regole poco chiare o poco comprensibili riguardano soprattutto l’abbigliamento. Chi ha bisogno di una cintura per stringere i pantaloni deve lasciare perdere. Un bel nastro in un grande magazzino vieta ogni intenzione. Alle calze sì, può puntare. Ma guai a indugiare sulle cinture. Possibili anche gli acquisti di biancheria intima: reggiseni, mutande e mutandine ci sono ancora. In alcuni casi bisogna solo avere un po’ di pazienza per trovarli.
Curioso anche il caso delle solette per le scarpe. Vietate. Così come gli accessori delle calzature. In un altro supermercato le scarpe però si comprano. Quindi attenzione. Bisogna scegliere bene il numero e avere già il calzascarpe altrimenti bisogna farne a meno.
Le regole da applicare, a volte poco chiare e contradditorie, arrivano da Berna e sono scritte nell’allegato 2 dell’ordinanza del Consiglio federale sulle misure per lottare contro la pandemia. Tra i supermercati e i grandi magazzini c’è chi le interpreta alla lettera e chi non è del tutto in chiaro. Il risultato in alcuni casi è un vero e proprio bazar.
Come in un altro negozio dove lo scaffale dei tappeti è sbarrato a differenza dei tappetini da bagno accessibili come le tende da doccia. Per quelle "normali" bisognerà infatti attendere la fine delle misure di contenimento. Un altro esempio di incoerenza sono gli accessori per le biciclette, come i liquidi spray per lubrificare la catena, off limits nel reparto due ruote, ma liberamente venduti negli altri.  Gli appassionati di ciclismo devono rinunciare a tutto. Anche ai caschi e alle gomme. Va meglio per loro se vogliono comprare una borraccia. Perché se quelle sportive sono vietate, tutte le altre, anch’esse in gomma o plastica, invece no. Un paradosso anche perché nello stesso negozio sono proprio accanto a quelle proibite, che hanno il difetto di essere riconducibili a marche sportive.
Ma durante il confinamento bisogna dire addio anche a lenzuola e fodere per il letto. Forse perché considerate parte dei mobili che non possono appunto essere venduti come del resto l’elettronica. Così in un supermercato non è possibile acquistare gli aspirapolveri ma neppure i sacchetti di ricambio. Per pulire la casa non resta che usare la scopa. Quella sì ancora in vendita.
abertagni@caffe.ch
13.02.2021


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