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Ecco i trucchi delle farmaceutiche
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Meglio avere i sani
che i malati come clienti
ROBERTA VILLA


Il principio, da un punto di vista commerciale, è semplice e incontrovertibile. E' molto meglio avere i sani che i malati come clienti: sono di più e in genere vivono più a lungo.
Capita così che non si cercano più farmaci per curare le malattie, ma si inventano malattie che servano a vendere farmaci.  
In inglese il trucco ha un nome: si chiama disease mongering. All'inizio, per allargare il mercato, ci si è limitati ad abbassare la soglia di glicemia o pressione che definiscono il diabete o l'ipertensione, ed ecco che subito il numero di persone da curare, e quindi di potenziali acquirenti, si impenna. Poi si può giocare un po' con il concetto di "rischio", e portarsi avanti dando medicine a chi malato non è, ma potrebbe diventarlo, magari perché è troppo grasso, mangia male e passa ore seduto davanti alla televisione.
Ma il vero business consiste nel trasformare in patologiche condizioni normali dell'esistenza umana, come la timidezza o la vecchiaia. A trarne profitto non è solo chi produce farmaci, ma tutta l'industria della salute, che rappresenta circa il 10% dei consumi in Europa, e raggiunge il 15% negli Stati Uniti. «Accanto alle case farmaceutiche ci sono anche gli altri produttori di strumenti e di materiale di consumo» spiega Roberto Satolli, medico e giornalista dell' agenzia Zadig, che realizza il sito www.partecipasalute.it, da sempre attento a questi temi: «apparecchiature diagnostiche e di intervento, reagenti chimici e dispositivi usa e getta. Per non parlare di cliniche e ospedali, centri diagnostici, laboratori, ambulatori e così via».
Dalla nascita alla morte, non c'è scampo. La gravidanza, dopo una fitta serie di esami periodici, in Ticino si risolve in un caso su tre con un intervento chirurgico.  
Sono curati con psicofarmaci i bambini, se appena il loro comportamento esce dagli schemi. Non sono abbastanza vivaci? Ci vogliono gli antidepressivi. Lo sono troppo? Deve essere sindrome da deficit di attenzione e iperattività: ecco il Ritalin. Non sono casi estremi. Secondo i dati dello World Mental Health Survey Consortium dell'Organizzazione mondiale della sanità, pubblicati nel 2004 sul Journal of the American Medical Association, in Svizzera il 22,5 per cento dei bambini sotto i 15 anni, come dire uno ogni quattro o cinque, è etichettato con un disturbo neuropsichiatrico.
E le cose non vanno meglio con il passare degli anni. La menopausa non è più considerata una fase naturale nella vita della donna, ma una patologia da affrontare armate di ormoni. Sebbene grandi studi controllati abbiano fornito le prove che i rischi di questo trattamento sovrastano largamente i benefici, molti ginecologi continuano a prescriverlo e a rilasciare dichiarazioni falsamente rassicuranti sui giornali o alla radio e alla televisione.  
Non ci sono solo le vampate. Il passare degli anni getta un po' di acqua fredda anche sugli ardori giovanili. Ma siamo sicuri che il calo del desiderio sessuale nelle vecchiette non dipenda dalla riduzione dei livelli di testosterone? C'è un cerotto anche per questo. Anche gli uomini, poi, non devono rassegnarsi se la loro virilità non è più quella dei vent'anni: la disfunzione erettile si cura. «Basta scuse» invocano gli spot in Italia.
Per convincere i sani di essere malati ci sono le campagne di stampa, i manifesti sui muri, i programmi radiotelevisivi che parlano di salute. Quando queste non bastano si inventano le giornate, le settimane, i mesi della prevenzione, in cui si offrono accertamenti diagnostici a tappeto. A organizzarle sono di solito società scientifiche o associazioni di pazienti, ma a ben guardare si scopre sempre la presenza di uno sponsor che ha un nuovo prodotto da lanciare. In calce ai manifesti che hanno tappezzato la Svizzera per sensibilizzare il pubblico sul problema della vescica iperattiva, invitando a rivolgersi al proprio medico, c'era il logo dell'azienda che produce un farmaco per curarla. Non c'è stato nessun World Psoriasis Day finché non si sono messi a punto costosissimi farmaci biologici per la cura della malattia della pelle e l'iniziativa della Settimana nazionale per la diagnosi e la cura della stitichezza, che si è ripetuta in Italia per tre anni consecutivi, si è dissolta quando è stato ritirato dal commercio il tegaserod, prodotto dal suo principale sponsor.
09.01.2011


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