Il picco è tra due settimane. Per vaccinarsi c'è tempo
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Influenza, è possibile
salvarsi last minute
CAROLINA CENNI


Due notizie. Una cattiva e una buona. La prima è che l'influenza non è passata. Anzi, siamo in fase di crescita e il picco arriverà tra un po'. La buona, invece, è che siamo ancora in tempo per correre ai ripari, per salvarci, last minute, dalla "grippe".
"Per vaccinarsi non è mai troppo tardi - spiega Christian Garzoni, specialista  malattie infettive e medico aggiunto alla Clinica Luganese e Inselspital di Berna -. Visto che il virus sarà ancora presente per circa dieci settimane ne vale la pena. Potrebbe infatti essere ancora efficace, anche se impiega alcuni giorni prima di essere attivo. In ogni caso non fa male, al massimo non ha il tempo di agire". Le categorie a rischio, ovvero coloro che dovrebbero assolutamente ricorrere alla profilassi, sono gli over 65 anni, chi soffre di patologie cardiache, polmonari e di diabete, e i bambini.
Secondo lo specialista, ci troviamo ancora nella fase di crescita. Il picco dovrebbe arrivare più o meno nelle prossime due o tre settimane, sempre che la presenza della malattia sia quella solita, circa due mesi e mezzo. Intanto, l'Ufficio federale della sanità pubblica ha comunicato le cifre aggiornate. Il numero dei casi è aumentato notevolmente la scorsa settimana, da 201 consultazioni per 100 mila abitanti a 285. I cantoni più colpiti sono i Grigioni e Ticino, mentre la categoria  maggiormente presa di mira è quella di bambini e adolescenti. "Ma bisogna tenere presente che negli anziani le conseguenze sono molto più gravi - avverte Garzoni -. Sino ad oggi abbiamo visto che si tratta di un'epidemia con una crescita più rapida rispetto a quella dell'anno scorso".
Molte persone pensano che l'influenza si possa prendere sotto gamba, soprattutto le donne (vedi articolo a lato). Non è così. Ogni anno la "grippe" in Svizzera costringe a letto tra le 100 e le 300mila persone, tra le 4500  e le 13000 in Ticino. Non solo. Causa fra i mille e i cinquemila ricoveri e dai 126 ai mille decessi (da 20 a 45 in Ticino). Di questi, il 90% dei soggetti è ultra sessantenne. Quindi, attenti ai primi sintomi: "È importante fare una distinzione tra sintomi dell'influenza e quelli di virus respiratori, che sono meno gravi e portano un po' di raffreddore e leggera tosse - precisa lo specialista -. Nel caso di influenza l'insorgenza dei sintomi è fulminea e molto brusca, la febbre frequente per vari giorni e molto alta, anche 40 gradi. Nel giro di poche ore si sta male". S'aggiungono pure cefalea, inappetenza, tosse secca, un forte malessere, mialgia, artralgia, forti e frequenti dolori al petto. E in caso di contagio non c'è molto da fare, soprattutto per le persone giovani e sane. Quindi, inutile far finta di niente. Tanto riposo dunque e, soprattutto, evitare di contagiare i colleghi di lavoro. È un attimo, infatti, vedere aule e fabbriche svuotate da studenti e  dipendenti tutti malati. È sufficiente che una persona vada in ufficio, in fabbrica o a scuola con i primi leggeri sintomi per infettare metà delle superfici comuni entro la mattinata. Lo rivela uno studio dell'University of Arizona: bastano quattro ore per infettare maniglie, scrivanie e fotocopiatrici. Per questo è fondamentale lavarsi e disinfettarsi le mani prima di mangiare e bere, ma anche solo per stropicciarsi il naso o un occhio se non si vuol rischiare di autotrasmettersi virus influenzali che abbiamo raccolto poco prima sulle maniglie dell'autobus, del treno o dell'ufficio.
c.c.
03.02.2013


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