Il Gender Index dell'Onu conferma il gap tra i due sessi
Immagini articolo
Donne penalizzate
e parità lontana
EZIO ROCCHI BALBI


Le donne che vivranno la parità sul posto di lavoro non sono ancora nate. E, visto che negli ultimi dieci anni le pari opportunità professionali per loro sono migliorate solo del 4%, di questo passo - se tutto va bene - la parità sul posto di lavoro si raggiungerà più o meno nel 2095. "È la dimostrazione che la strada è ancora lunga e che, oltre ad un cambio di mentalità, servono leggi ad hoc - osserva Angela Maria Carlucci, presidente dell'Adispo, l'Associazione delle pari opportunità -. Nel mondo del lavoro, ad esempio, non basta sancire per legge l'uguaglianza tra uomo e donna; occorre prevedere delle sanzioni".
Quello del lavoro non è il solo parametro che conferma quanto l'altra metà del cielo sia penalizzata. Istruzione, accesso alla politica, reddito, sanità; l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite sull'indice delle diseguaglianze di genere lancia un allarme a livello internazionale: nonostante i grandi passi in avanti, il divario tra uomini e donne resta grande. Troppo grande. E gli interventi "correttivi" modificano lo status quo con una lentezza esasperante. Il termometro globale della parità, non a caso, dimostra infatti che i Paesi con elevata disuguaglianza di genere subiscono anche la distribuzione più diseguale dello sviluppo umano.
Anche prendendo in considerazione le fasce più alte del "Global Gender Gap Index", tra l'altro, si scopre che attualmente non c'è nessun Paese sulla Terra in cui una donna - pur rivestendo lo stesso ruolo professionale - guadagni quanto un uomo. Stati Uniti inclusi, come ha ammesso l'economista Saadia Zahidi del World economic forum: "In base alla percezione dei dirigenti d'azienda, negli Usa le donne guadagnano circa due terzi del salario degli uomini per un lavoro simile". Certo, la parità non si misura solo a colpi di busta paga, ma restano innumerevoli gli svantaggi e le discriminazioni che affrontano le donne e le ragazze, con ripercussioni negative per lo sviluppo delle loro capacità e la loro libertà di scelta. Il Gender inequality index, infatti - ed è solo uno degli indici appena aggiornati -, misura le disuguaglianze di genere in tre aspetti importanti: la salute, l'"empowerment", che è un mix tra la percentuale di seggi parlamentari occupati da donne in proporzione alle femmine adulte con almeno un'istruzione secondaria, e lo status economico espresso dalla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Scandagliando oltre 150 Paesi lo scenario offre un'istantanea della parità poco rassicurante. Anche per la Svizzera che, nel Gender gap index 2014, è slittata di due posizioni passando dal nono all'undicesimo posto del ranking mondiale delle pari opportunità. Un ranking che, da anni, è capeggiato da Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca. "È inaccettabile che i salari femminili siano in media, secondo le statistiche ufficiali della stessa Confederazione, del 25% più bassi dei colleghi maschi; e addirittura del 39% nelle posizioni di quadro - dice Carlucci -. È un dato positivo, invece, che il livello d'istruzione superiore delle donne in Svizzera in pochi anni abbia raggiunto e sorpassato, ad esempio nelle materie scientifiche, quello degli uomini. Ma non serve a nulla se poi, professionalmente, vengono discriminate e quel livello di studi non viene riconosciuto".
Infatti, per quanto riguarda la partecipazione delle donne nel campo economico, nella graduatoria del Global Gender Gap Index la posizione della Svizzera resta immutata al 23esimo posto, ma alla voce "parità salariale" in un anno, dal 2013 ad oggi, il Paese è sceso dal 56esimo al 59esimo posto. Lo stesso Index calcola che in Svizzera, nel 2014, una donna guadagna il 68% del salario medio di un uomo.
Sempre nella fascia alta dei Paesi la stessa Adispo considera essere a buon punto la rappresentanza delle donne in politica, settore in cui la Svizzera resta immutata nella sedicesima posizione. Scende però al 33esimo posto (dal 31esimo del 2013) per le presenze femminili in Parlamento e al decimo per quante ricoprono ruoli ministeriali. È forse utile ricordare, però, che è solo dal 1981 che la Svizzera ha stabilito, per legge, l'uguaglianza tra uomini e donne. E se ci si ricorda che le donne elvetiche hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1971...

erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi
07.12.2014


Articoli Correlati
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Quando lo Stato
diventa mamma
L'INCHIESTA

Calano i morosi
delle Casse malati
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

L'anziano digitale
stimola la produttività
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il protezionismo,
retorica della paura
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Mosaici di guerra
dalla postazione Judy
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Lampi di guerra
e fulmini su Trump
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
La razza è un concetto
inventato della politica
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Orchi e melodrammi
non scaldano Cennes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
L'amore d'antan
nel "Regality show"
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
23.05.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, aprile 2018
16.05.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 28 maggio 2018.
15.05.2018
Pubblicato un nuovo rapporto sullo sviluppo territoriale: "Nuove geografie della logistica nel Cantone Ticino" [www.ti.ch/ostti]
27.04.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Bellinzonese e Locarnese-Vallemaggia
27.04.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali della Riviera e Valli
25.04.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 7 maggio prossimo
18.04.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico "Mobilità ciclabile" della Sezione della mobilità [www.ti.ch/bici]
17.04.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, marzo 2018
10.04.2018
Pubblicato il rendiconto 2017 del Consiglio della magistratura
05.04.2018
Tiro obbligatorio 2018

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra:
il grande giorno
è finalmente
arrivato

L'arduo tentativo
della formazione
del governo
iracheno