Una vacanza negli Usa si trasforma in un "movie tour"
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Cineturisti
per caso
EZIO ROCCHI BALBI


Nella patria dello show-business gli appassionati di cinema e serie tv hanno a disposizione tour operator, guide ad hoc e pacchetti turistici completi per rivivere, un po’ in tutte le città americane, la sensazione di essere sul set dei film più famosi con veri e propri "movie tour". Nel loro primo viaggio negli Stati Uniti, invece, il presidente della Ticino Film Commission Nicola Pini e la moglie Angela hanno preferito lasciarsi prendere dalla sorpresa, imbattendosi da veri "cineturisti per caso" con la stazione de "Gli Intoccabili", con l’albergo di "Minority Report" o - solo grazie alla coda di persone che attendeva all’ingresso - col famoso ristorantino dell’altrettanto famosa scena dell’orgasmo simulato da Meg Ryan in "Harry ti presento Sally". La loro breve vacanza tra New York e Washington è così diventata un’autentica caccia al tesoro, tra le location di serie tv di successo, pellicole da Oscar, vetrine "cult" entrate nell’immaginario collettivo come quella di "Colazione da Tiffany" che ha trasformano Audrey Hepburn in un’icona. Certo, la Grande Mela non ha esattamente le stesse dimensioni cinematografiche del Ticino, ma qualche ideuzza su come replicare il "movie induced tourism", l’indotto turistico del cinema, a Nicola Pini l’ha data comunque.

Guarda, quella è la casa di Mia Farrow in "Rosemary’s Baby", quell’altra è dove abita Carrie di "Sex and the City". Là il negozio di giocattoli di Tom Hanks in "Big" e più in fondo la biblioteca di "Ghostbusters", di "The Day after Tomorrow" e di quell’altro film… come si chiamava?
La breve vacanza americana tra New York e Washington del 32enne presidente della Ticino Film Commission Nicola Pini e della moglie Angela, 30 anni, ha rischiato da subito di trasformarsi in un "viaggio di lavoro". Impossibile, soprattutto per un appassionato di cinema, non rimanere affascinati dal "movie induced tourism", il cineturismo diventato redditizio fenomeno di massa, generato da chi visita le location cinematografiche e televisive, ossia i luoghi utilizzati per le riprese di un film o di una serie tv rimasti nell’immaginario collettivo. "E gli Stati Uniti, sotto questo punto di vista, sono sicuramente quanto di più vicino al set cinematografico più grande del mondo - racconta Pini che, anche se era alla sua prima trasferta a New York, appena sceso dall’aereo ha avuto l’impressione di conoscere già tutto -. Soprattutto nella Grande Mela, dove subito ti imbatti nei taxi, le auto della polizia, gli scuola-bus gialli, i tombini fumanti… Tutte cose familiari, che hai visto e rivisto in tanti film al punto che ti sembra di averli sempre avuti intorno. Insomma, non ero mai stato a New York, ma mi sentivo stranamente come se la frequentassi da una vita".
E girando per Manhattan è inevitabile imbattersi in "inquadrature cinematografiche" dall’impatto immediato, che subito ti catapultano in sequenze cult. Davanti alla vetrina del negozio Tiffany in Fifth Avenue ti sembra strano non ritrovare Audrey Hepburn con tubino nero e occhiali da sole, e sotto la statua dorata della pista di pattinaggio del Rockfeller Center sembrano ancora volteggiare tutti i protagonisti di "Serendipity", "Autunno a New York", "Uno sguardo dal cielo". "È proprio così, al punto che per gustarci il re dei set newyorchesi, l’Empire State Building, siamo saliti sul Rockfeller - racconta Pini -. Il grattacielo più famoso ha fatto da location a tanti film, da ‘Un amore splendido’ a ‘Insonnia d’amore’, ma visto dall’alto e immaginarsi King Kong abbracciato alla cima è stata una visione immediata". Ovviamente il Ticino, per cineturismo, non può competere con la "materia prima" di New York, ma il presidente della Ticino Film Commission sottolinea come l’iniziativa ticinese, oltre ad essere la prima nel Paese, è considerata un "modello" dalla Confederazione. E non a caso ora altri cantoni sembrano volerne ricalcare la strada. "Una strada che, nel suo primo anno di attività, ha sviluppato una decina di progetti che hanno prodotto 600mila franchi di indotto - ricorda Pini -. Il nostro è un progetto di politica economica, non di politica culturale, che come primo scopo ha mettere in rete tutto quanto fa cinema a livello locale, quindi attirare produzioni audiovisive nazionali e internazionali al fine sia di generare indotto economico, sia di promuovere turisticamente il nostro territorio". E l’obiettivo, comunque a lungo termine, non necessariamente dev’essere quello di trasformare le location ticinesi in luogo di pellegrinaggio cinematografico. "Anche se non mi dispiacerebbe assistere a scene come quella davanti al Katz’s Delicatessen, dove siamo passati per caso - racconta divertito Pini -. C’era la coda davanti al ristorante dove è stata girata la famosa scena in cui Meg Ryan simula un orgasmo in ‘Harry ti presento Sally’. Nessuna possibilità di ottenere un posto allo stesso tavolo, ma tutti volevano poter dire ho mangiato lì, magari postando un selfie sui social".
La stessa coda Angela e Nicola hanno trovato, e affrontato, per cenare da "Bubba Gump Shrimp", una catena di ristoranti creata dal successo e dalle ricette coi gamberi di Bubba, l’amico di Forrest Gump nell’omonimo film. "Incredibile; tutto nel locale si immedesimava nel film - racconta entusiasta Pini -. C’era persino la panchina, la valigetta e la scatola di cioccolatini di Hanks quando, con la bocca piena, ripete che ‘stupido è chi lo stupido fa’. C’erano anche le sue scarpe… Quello che spiccava era anche il senso del business di questi cine-punti di ritrovo, che anche nella capitale rimandano da un film all’altro". Ormai contagiati dalla febbre della location Angela e Nicola hanno continuato a suggerirsi a vicenda i set di Washington più famosi: entriamo nella Union Station di "Danni collaterali" con Arnold Schwarzenegger, guarda gli Archivi nazionali in "Jfk" di Oliver Stone, "Tutti gli uomini del presidente", il "Mistero dei Templari"… "Ci siamo ritrovati davanti al Lincoln Memorial e potevano fare a gara a chi ricordava più film, da Independence Day a Armageddon, da Spy a G.I. Jane - aggiunge Pini -. E la stessa cosa vale per la Casa Bianca, che tra l’altro è vicinissima al Willard Intercontinental del finale di ‘Minority Report’ con Tom Cruise. E sorvolo sulle serie tv, perché mi sembrava proprio di essere sul set di ‘Scandal’ e ‘House of Cards’…".

erocchi@caffe.ch
@EzioRocchiBalbi
19.03.2017


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