La reazione del presidente del Fc Lugano Angelo Renzetti
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"Serviva condivisione
per una scelta seria"
MASSIMO SCHIRA


È un po’ sorpreso, ma anche un pochino scocciato, Angelo Renzetti. Il presidente del Lugano, infatti, non si aspettava la decisione "forte", come quella di portare in fabbrica i giocatori dopo la partita persa a Thun, presa da mister Paolo Tramezzani. Una gara certamente non ben giocata, ma… "A dire la verità non conoscevo questo lato del carattere dell’allenatore - conferma Renzetti al Caffè -. Ma posso dire che questa decisione andava condivisa con la società. Perché ha delle implicazioni, come si è visto. Mediatiche, certo, ma anche sul territorio, nella città, tra i tifosi".
Anche sulle ricadute della scelta di "riportare tutti coi piedi per terra", il numero uno bianconero ha qualche perplessità. "Potrebbero esserci conseguenze positive, ma per saperlo, bisogna attendere la risposta del campo - precisa -. L’allenatore ha portato molta della sua grande energia nel gruppo con risultati positivi. Ma casi come questo insegnano che bisogna confrontarsi di più all’interno della società. Perché, tutto sommato, i risultati sportivi sono buoni". Nello sport, spesso gli "outsider" che raggiungono (o possono raggiungere) ottimi traguardi hanno poi problemi nel gestire le dinamiche interne. Parlare subito di Europa, in casa Lugano, potrebbe insomma aver infiammato un po’ troppo l’ambiente. Il presidente non è però di questo avviso. "La penso esattamente come il nostro capitano, Sabbatini - conclude -. Che è un giocatore umile, che ha dato tanto al Lugano. Lui dice: ‘è giusto così’ perché bisogna sempre puntare ad obiettivi migliori. Con otto punti di margine sulla salvezza e due di ritardo sull’Europa, quindi…".
19.03.2017


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