L'analisi del sociologo Bertossa sulla classifica della gioia
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"La felicità svizzera
condizionata dai soldi"
EZIO ROCCHI BALBI


La felicità di vivere in Svizzera è indiscutibile, ma forse i parametri Onu dell’Happiness Ranking sono troppo condizionati dai fattori economici. Il sociologo Luca Bertossa dà per giustamente scontato che il Paese anche quest’anno sia ai vertici della speciale graduatoria, "Ma basta osservare i dati nel dettaglio per scoprire che il Pil procapite è predominante, così come la sicurezza del welfare e l’aspettativa di vita - dice Bertossa -. Tutte caratteristiche ‘classiche’ della Svizzera, ma mi chiedo se, oggettivamente, la percezione della felicità non dovrebbe essere considerata con parametri diversi nelle varie regioni del globo".
Quali parametri non la convincono?
"Sono tutti parametri legittimi, per carità, ma mi sembra come la misurazione dell’intelligenza, che in fondo è affidata ai soli test che determinato il Q.i mentre sappiamo che ha molteplici sfaccettature. Quindi parametri standard, ma forse troppo ‘business oriented’".
La libertà, nella vita, di prendere decisioni, fare scelte non è un fattore economico.
"Vero, ma bisognerebbe distinguere se questa libertà è legata alle scelte di base - formazione, impiego, eccetera - che rientrano nelle sicurezze garantite dal Paese, oppure parliamo di decisioni che comportano anche la necessità di ingegnarti per rispettarle. E in questo la Svizzera non mi sembra brillare".
Sapere che puoi contare su un sistema sociale efficiente è sicuramente motivo di felicità.
"Non lo metto in dubbio, ma anche in questo caso si è più felici perché sai che, se ti ritrovi in difficoltà ci pensa l’assicurazione o l’assistenza statale, oppure perché hai una rete sociale, parenti e amici, su cui fare affidamento?".
Eppure questi parametri sono universali, gli stessi adottati per tutti i Paesi.
"Sì, una parte indicata dalla Banca mondiale, parte dall’istituto di ricerca Gallup, ma secondo me qualcosa non quadra..."
A cosa si riferisce?
"Trovo difficile accettare che negli Emirati Arabi siano più felici che in Francia e in Spagna, e che nonostante tutte le difficoltà in Uzbekistan il tasso di felicità sia più alto dell’Italia e il doppio del Portogallo".
09.04.2017


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