Le polemiche in Ticino per l'assunzione di un docente
Ma "prima i nostri"
c'era già 117 anni fa
LIBERO D'AGOSTINO


Sembra scritta nei giorni nostri la "Lettera del maggio 1900". Francesco Chiesa racconta della decisione del governo di assumere un docente di matematica straniero. Una scelta che suscita le critiche feroci dei partiti di opposizione e dei giornali ostili all’esecutivo. "Straniero? Ebbene che importa? Chiederete voi.  Oh, ignari! Ma non sapete che voglia dire straniero in terra iperbolica? -  scrive Chiesa -. Vuol dire qualche cosa come una macchia ignobile e irrimediabile che tutto avvolge e che tutto imbeve, corpo e spirito (…). Prendete una bilancia, accogliete in un piatto la sapienza matematica di uno straniero, e nell’altro l’ignoranza matematica di un cittadino: la bilancia propenderà dalla parte dell’ignoranza patria. Naturalmente non tutte le bilance potrebbero servire a quest’elegante esperimento; è d’uopo far uso d’una bilancia iperbolica".
Per quella assunzione nel parlamento si scatenano le polemiche. Fino a che il deputato Caifasso non presenta  un perentorio ordine del giorno: "I concorrenti nazionali (indigeni si direbbe ora, ndr) dovranno in ogni caso essere preferiti ai concorrenti stranieri". Un deputato del centro propose un temperamento: "Non diciamo in ogni caso, sarebbe assurdo: diciamo a parità di titoli, diciamo almeno che i concorrenti nazionali saranno preferiti qualora presentino garanzie sufficienti di capacità". Parole vane, il temperamento fu respinto, l’ordine del giorno di Caifasso fu accolto nella sua integrità. "Votarono per il dazio protettore dell’ignoranza patria quasi tutti i deputati di opposizione e parecchi della maggioranza". Centodiciassette anni fa nel Paese dell’iperbole, si discuteva già di "Prima i nostri" e della " preferenza indigena".
03.09.2017


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