Lo studio della Civica nel mondo e il Ticino va al voto
La cultura dello Stato
come base comune
STEFANO VASTANO, DA BERLINO


La Germania, si sa, è una Repubblica Federale. E ciò vuol dire che non solo i testi e i programmi di studio, ma persino le materie cambiano a seconda del Land. Nella capitale Berlino, ad esempio, il corso di "educazione civica" si chiama, a partire dalla 5° classe, "Politische Bildung", "cultura politica".
Nel Nord Reno-Westfalia invece, il più grande dei 16 Länder, dalla 5° alla 10° classe i ragazzi studiano "Dottrina sociale". Nomi a parte, nelle scuole tedesche l’Educazione civica è materia integrata, si studia cioè insieme a geografia e storia. Nella quinta classe gli studenti hanno in media 3 ore a settimana  di "cultura politica", che diventano 4 ore settimanali in sesta.
"Il singolo insegnante decide - spiega Antonia Steinkopff, docente alla Finow Schule di Berlino - come strutturare queste ore di lezione". Quel che è sicuro è che l’educazione civica - "intesa come educazione alla democrazia - precisa Steinkopff - è oggi molto seguita sia alle scuole elementari che negli istituti superiori".
A Berlino e nel Brandeburgo uno dei libri di testo più gettonati è "Demokratie Heute" (casa editrice Schroedel): nelle sue 176 pagine troviamo capitoli come "Democrazia nella scuola", nel comune, nei media o "Diritti del bambino". Negli ultimi due anni del liceo, alla Oberstufe, le ore (sempre facoltative) di "scienze politiche" aumentano sino a 5 settimana. E i ragazzi possono iscriversi al corso (3 ore a settimana) di "Debattieren", per imparare a discutere, in modo controverso ma civile, sui temi politici più attuali.
10.09.2017


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