Lo studio della Civica nel mondo e il Ticino va al voto
In Arizona si chiede
un esame specifico
ALESSANDRA BALDINI, DA NEW YORK


Si studiava ovunque negli anni ‘60 ma più di recente, dopo che i fondi federali per l’educazione civica sono stati eliminati a vantaggio di materie facilmente testabili come matematica o inglese, imparare a scuola l’Abc del governo e della vita civile negli Usa è diventato difficile.
  Non è stato sempre così: i pionieri dell’istruzione del passato, dagli educatori di fine ‘800 al filosofo John Dewey, erano convinti che uno degli obiettivi della scuola fosse la formazione di futuri cittadini. Ma se oggi solo otto Stati su 50 richiedono che l’educazione civica sia materia scolastica, qualcosa anche negli Usa sta cambiando. Due anni fa  l’Arizona è diventato il primo Stato a richiedere ai liceali di superare prima della maturità il test richiesto a chi vuole diventare cittadino e c’è chi spera di portare tutti e 50 gli Stati a bordo per il 250esimo anniversario della Dichiarazione di Indipendenza nel 2026.
  Non ci sono standard, comunque, o direttive. Nel vuoto generale brillano punte di eccellenza, come le Democracy Prep Public Schools, una rete di scuole partite nel 2005 da Harlem in cui l’educazione civica si insegna fin dalle elementari. In prima media i ragazzi sono spediti fuori dalla classe per partecipare a campagne di registrazione del voto. E a fine liceo si imbarcano in un progetto di un anno "change the world" conducendo ricerche e proponendo soluzioni su temi importanti per loro e per la comunità. Come per Ana Enriquez che ha messo a punto un programma di accoglienza per l’infanzia abbandonata attingendo alla sua esperienza in famiglie affidatarie: "I cambiamenti nella società - ha spiegato la ragazza - cominciano con una singola storia, una singola scelta, o una singola voce: la mia".
10.09.2017


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