Scontro salutisti-tabagisti sulle sigarette negli spazi aperti
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Libertà di fumare
tra i divieti di fumo
M.C. /M. SC./ M.SP.


Vietato vietare". Vale lo slogan sessantottesco per Franco Ambrosetti, musicista, ex presidente della Camera di Commercio: "Da liberale sono contrario a qualsiasi divieto. Da ex fumatore (ho smesso trent’anni fa) non capisco questa voglia di proibizionismo. Il fumo all’aperto, parchi o stazioni che siano, che male fa?".  Che male fa lo spiega Nadia Ghisolfi nell’intervista qui a lato. La deputata ppd ha presentato una serie di mozioni contro il fumo nei parchi e negli spazi aperti dedicati ai bambini, nelle stazioni, alle entrate degli uffici pubblici. Iniziativa che rischia di riesumare il clima di scontro frontale fra tabagisti e salutisti di una decina d’anni fa. Scontro che vide soccombere i fumatori: il 79% dei ticinesi nel 2006 approvò la legge che vieta fumo negli esercizi pubblici. "Tant’è che oggi i fumatori si ammalano più di prima, visto che sono costretti a fumare al freddo, fuori dai bar", commenta Ambrosetti: "Si dovrebbe rispettare quel 20% della popolazione che fuma", aggiunge, invocando la difesa dei diritti delle minoranze. Rispetto anche per "i piccoli piaceri della vita", chiede Edo Bobbià, ex direttore della società impresari (Ssic) : "Vietare una sigaretta prima di prendere un treno è troppo. Non lasciar fumare all’aria aperta, in un parco è esagerato. Ci vuole moderazione anche nei divieti". La proposta di Ghisolfi di tutelare i minori dal fumo passivo  (e dall’esempio negativo) incontra però proseliti. Come l’ex ciclista professionista Rubens Bertogliati, non fumatore dell’anno 2013 in Ticino:  "Sarei favorevole, delimitando gli spazi o proibendo il fumo nei luoghi dove sono presenti minorenni. Iniziando, ad esempio, attorno alle scuole". Ma anche Bertogliati teme gli eccessi: "Proibire le sigarette in tutti i luoghi pubblici all’aperto, invece, mi sembra una mossa azzardata; si rischia di intaccare le libertà individuali. Meglio la prevenzione ai divieti, specie tra i più giovani".
Meglio il comune buonsenso, sostiene Massimo Suter, presidente di GastroTicino, fumatore: "È il  buon senso che deve prevalere . Limitarsi a vietare mi pare controproducente: non serve comunque a evitare certi comportamenti". Corretto però, anche per Suter, proibire le sigarette nei parchi giochi. "Come, allo stesso modo, è giusto non fumare in auto in presenza di bambini. Ma è sbagliato - conclude  Suter - vietare agli avventori il fumo all’aperto fuori dai bar".
Si oppone agli eccessi proibizionisti Giovanna Viscardi, fumatrice, avvocato e deputato plrt. "Passi il no nei parchi giochi, giusta  la prevenzione contro il fumo passivo, ma non eccediamo.  Qui si vuole regolamentare anche la libertà personale: non va bene -  conclude -. La tolleranza e l’educazione sono dei valori autentici". Che fare, allora? Puntare su educazione, rispetto e misura,  come sostiene lo chef stellato Lorenzo Albrici, titolare della Locanda Orico a Bellinzona: "Capisco che, in determinate occasioni, il fumo di una sigaretta all’aperto, sulla terrazza di un ristorante può anche dare fastidio. Ma non credo sia il caso di eccedere con i divieti".

c.m./m.sc./m.sp.
17.09.2017


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