Sono ormai 700 gli alberghi "child free", uno è in Svizzera
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Adesso la vacanza
è in hotel senza bimbi
FRANCO ZANTONELLI


Per soli adulti non ci sono solo i film ma anche gli alberghi. Che, a scanso di equivoci, non sono tali in quanto puntano sulla morbosità dei loro clienti. Piuttosto sono strutture concepite per chi ha più di 16 anni, meglio ancora se si tratta di persone sopra i 50, che desiderano un soggiorno tranquillo, dove i toni sono soffusi e il vociare dei bambini da tenere il più possibile distante.
"Si tratta di un mercato in notevole crescita, legato allo sviluppo demografico", ha spiegato a un’emissione mattutina della Radio della Svizzera Romanda, Thomas Allemann, direttore di Hotellerie Suisse. Il che, detto un po’ brutalmente, significa che, grazie alla crescita della speranza di vita, i "baby boomers" sono andati in pensione, stanno bene di salute e, sovente, amano le vacanze all’insegna della quiete e del relax. Dai bambini, soprattutto quando sono nonni, ogni tanto preferiscono staccare. Senza dimenticare, inoltre che, come ha ricordato la scrittrice e psicanalista francese, Corinne Meyer, nelle società occidentali le coppie senza figli rappresentano circa un quarto del totale.
Fatto sta che ci sono hotel che usano la denominazione "romantico", per tenere alla larga le famiglie con bambini. "Attenzione - dice ancora Allemann - non siamo di fronte ad un fenomeno di discrimazione, quanto ad una precisa esigenza del mercato". Che, stando al sito tedesco "Urlaub ohne Kinder", ovvero "Vacanze senza bambini", è costituito da un’offerta di ben 700 strutture, a livello planetario. Un po’ in ritardo, in questa nicchia di vacanzieri al riparo dai bambocci, sempre stando a "Urlaub ohne Kinder", è la Svizzera, dove esiste solo il bed & breakfast "im Röselingarten", a Wolfhausen, nella campagna zurighese, rivolto alla clientela che potremmo definire "mocciosi-incompatibile". Quanto all’Italia tra gli alberghi "child free" troviamo "La Scalinatella", un prestigioso 5 stelle di Capri. "Per garantire ai nostri ospiti la massima quiete l’albergo non è adatto ad ospitare bambini", recita, eloquentemente, la brochure online dell’hotel. "Non sopportavo più i bambini che uscivano correndo dalla piscina, lasciando le impronte dei loro piedi sul pavimento in marmo del mio hotel", ha confidato, dal canto suo, a Le Monde, la proprietaria di Villa St. Maxime, nei pressi di Cannes, altro albergo di lusso convertitosi alla formula "Adult-only". "Noi le famiglie le accettiamo, mi considero una persona democratica e ho tre figli, quindi non avrei potuto né voluto fare altrimenti", spiega al Caffè Bettina Doninelli, titolare dell’hotel 4 stelle La Tureta, aperto nel maggio dello scorso anno nel centro di Giubiasco. Di clienti che si lamentano dei bambini Doninelli non ne ha avuti:  "Anche perché il nostro albergo è strutturato in modo tale che, difficilmente, potrebbe succedere. Abbiamo, infatti, delle salette in cui le famiglie, se lo desiderano, possono stare con i loro figli".
Resta il fatto, che fa riflettere, dei 700 alberghi, anche di lusso, al mondo, che fanno fortuna escludendo i bambini. Una scelta che, per l’albergatrice bellinzonese, dipende molto dalla location. "Mi spiego meglio: in piazza a Giubiasco o, sulla costa Azzurra, la situazione evidentemente cambia. Comunque sia io non aprirei una struttura dedicata, esclusivamente, a una categoria di persone", ci tiene a sottolineare la titolare dell’hotel La Tureta di Giubiasco. Come dire che va bene essere "gay friendly" oppure "pet friendly". Meglio, semmai cercare di essere friendly, quindi accoglienti e amichevoli, con tutti.
01.10.2017


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