Non superare i 19° in casa e ridurre i combustibili fossili
Abitazioni meno calde
e limitare i caminetti
PATRIZIA GUENZI


Si continua a dare addosso soprattutto agli automobilisti, ma gli impianti di riscaldamento (e condizionamento) producono altrettante polveri sottili. Il settore residenziale aumenta di anno in anno il suo negativo impatto ambientale. Ma un modo efficace c’è per migliorare la situazione. Ridurre la temperatura di abitazioni, uffici e luoghi pubblici. In casa, ad esempio, non superare i 19 gradi. Basta vestirsi adeguatamente e non stare sul divano in calzoncini corti e maglietta come pretendono di fare molti in inverno.
A fare più danno all’ambiente sono soprattutto gli impianti di riscaldamento alimentati con combustibili fossili. Per quelli a legna, è fondamentale l’utilizzo di combustibile secco stagionato e una corretta gestione del camino, ad esempio col metodo dell’accensione dall’alto.
Il problema è serio. Stufe e caminetti arrivano a produrre circa il 50% di tutte le polveri fini nell’atmosfera. Ma anche in questo caso serve una strategia comune per combattere un inquinamento che va da Lombardia, Piemonte e Ticino e sale sino ai Grigioni. Secondo i rilevamenti dell’Agenzia italiana per la prevenzione e la protezione dell’ambiente, Arpa (2016) la combustione di biomasse legnose, le stufe a pellet o legna, anche se molte funzionano con tecnologie ecologiche, producono il 45% di tutte le polveri fini che circolano in Lombardia. Su base annua, in Piemonte questo genere di riscaldamento incide per il 49% sulla formazione delle gigantesche masse di smog, con picchi sino al 75%.

p.g.
22.10.2017


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