Lo sviluppo degli stadi sportivi contagia la Svizzera
Soltanto a Bienne
un centro polisport
MASSIMO SCHIRA


Non a caso, si fregia del titolo di "primo complesso sportivo multifunzionale della Svizzera". Un parallelepipedo da 340 metri di lunghezza per 100 di larghezza e 28 d’altezza. Da un lato lo stadio per il calcio - 5.100 posti - dall’altro, uno stadio del ghiaccio da 6.500 posti a cui si aggiungono una "Hall" per il curling, una pista di ghiaccio esterna coperta e quattro campi da calcio, di cui tre con manto sintetico. Nel mezzo, una grande piazza pubblica coperta da oltre 3mila metri quadrati. È la Tissot Arena, il nuovo complesso sportivo inaugurato nel settembre 2015 a Bienne. Ed è quanto di più "vicino" oggi in Svizzera al concetto scelto da Lugano per il suo futuro "Polo sportivo e degli eventi" a Cornaredo.
La struttura nella cittadina del canton Berna è caratterizzata anche da un cinema multisala, superfici commerciali, aree dedicate alla ristorazione e al fitness. L’investimento complessivo per la struttura, parcheggi sotterranei ed esterni compresi, è stato di 120 milioni di franchi e la realizzazione è durata circa 3 anni dal primo colpo di piccone del dicembre 2012. A differenza della scelta di Lugano, che punterà anche sull’integrazione di contenuti legati all’amministrazione, a Bienne si è scommesso soprattutto sull’intrattenimento.
Senza dimenticare gli aspetti energetici in una delle città svizzere storicamente più all’avanguardia in questo senso, anche per la presenza di numerose aziende innovative e centri di formazione pionieri nel settore. Non è quindi un caso se la "Tissot Arena" è dotata della più grande centrale solare al mondo integrata in uno stadio sportivo. Sono 7.000 i moduli solari montati a Bienne, per un totale di 16.500 metri quadrati di fotovoltaico e una produzione annua di oltre 2mila chilowattore.
Anche nel resto della Svizzera, comunque, il dinamismo nella realizzazione di nuove strutture sportive è piuttosto marcato. Soprattutto a Zurigo, con la città e gli investitori privati ormai pronti a dare il via al cantiere per la nuova pista di ghiaccio degli Zsc Lions ad Altstetten. Più difficile appare invece il percorso per la riqualifica sportiva dell’area dell’Hardturm, storica sede calcistica del Grasshopper attualmente in stato di degrado e abbandono. Il progetto per un nuovo stadio solo per il calcio è pronto da tempo e anche i potenziali investitori non mancano. A far difetto è invece l’unità d’intenti politica, con ricorsi e polemiche che proseguono ormai da anni.
22.10.2017


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