La piattaforma televisiva web on demand vola sul mercato
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Netflix cambia la tivù
e il Paese si adegua
MASSIMO SCHIRA


Televisivamente parlando, sembra passata un’era geologica da quando era necessario sfogliare nervosamente le pagine delle guide ai programmi per capire cosa fosse possibile vedere sul piccolo schermo. Perché, oggi, sempre più spesso la tivù manda in onda proposte tagliate su misura per lo spettatore. Si chiama tv on demand e si basa sul principio secondo cui il controllo sul palinsesto è nelle mani di chi impugna il telecomando, moderno strumento di potere multimediale. Superata l’epoca della "pay per view" tradizionale, trascinata nei primi anni dalle dirette sportive, oggi è il momento della Smart Tv del "post-Youtube" (vedi articolo in basso) e dei programmi in streaming. Che si appoggiano sulle possibilità aperte dallo sviluppo di internet. Con un nome su tutti ad imporsi sempre più a livello planetario: Netflix, la piattaforma che sta spopolando soprattutto tra i milioni di appassionati delle serie televisive.
Il servizio a pagamento - l’offerta "standard" in Svizzera per l’accesso ai programmi Hd in Svizzera costa oggi 15 franchi e 90 al mese, quella "Premium" 19,90, mentre quella di base costa 11,90 -  è già una realtà per oltre 109 milioni di persone in 190 Paesi, che si godono un totale di 125 milioni di ore di streaming ogni giorno generando all’azienda utili per 130 milioni di dollari. "Anche se non vediamo ancora effetti concreti sui nostri ascolti, appare chiaro come il futuro per le serie televisive sarà su Netflix - osserva Milena Folletti, vice direttrice della Rsi -. In un primo momento, in Svizzera l’offerta in lingua italiana è stata piuttosto limitata, mentre ora si sta sviluppando sempre più rapidamente. Non vediamo ancora in Netflix un vero e proprio concorrente, ma è certo che quando le sue ‘librerie’ in italiano si arricchiranno, più telespettatori saranno disposti a spendere per accedere all’offerta".
La tendenza, infatti, mostra come la società californiana abbia modificato le proprie strategie. In un primo momento, era disposta anche ad acquistare serie e programmi prodotti da altre emittenti - Ssr inclusa -, ma con lo sviluppo del proprio mercato è passata all’auto-produzione di serie in esclusiva come le ormai famosissime "Narcos", "House of Cards" e le recenti "El Chapo" o l’italiana "Suburra". "L’aumento della produzione propria sta aumentando anche l’offerta in più lingue - conferma Folletti -. Il che conferma la fase di forte sviluppo di Netflix, che si è potuta osservare anche con la presenza (e le polemiche) addirittura alla recente Mostra del cinema di Venezia. Dove la piattaforma on demand ha fatto molto parlare di sé proprio con pellicole autoprodotte".
In Svizzera, la tendenza generale al "consumo" di televisione mostra alcuni aspetti interessanti. Intanto, i minuti mediamente passati davanti al piccolo schermo crescono. Allo stesso modo, i contenuti televisivi online restano in una fase di crescita. "Ormai si passano circa 2 ore al giorno davanti alla televisione in Svizzera - conferma Milena Folletti -. In Ticino mezz’ora in più. Il fatto che non si assiste ancora ad un’erosione degli ascolti, ad esempio, per le serie televisive sulla Rsi, significa che supporti come Netflix mantengono ancora un ruolo complementare per lo spettatore. Grazie ai molti grandi appassionati delle serie, certamente il potenziale di sviluppo ulteriore non manca". Come dire che, visto che si "divora" più televisione, il ruolo di Netflix è per ora un "surplus" per lo spettatore. Che guarda le serie sulla piattaforma online, ma continua anche a seguire i programmi dei palinsesti più tradizionali. È l’ennesima rivoluzione nella storia della televisione, insomma, quella in atto in questo periodo. Che si snoda anche attraverso il crescente successo dell’offerta fruibile con tablet e telefonini. "L’applicazione ‘Play’ della Rsi conferma che c’è interesse da parte del pubblico - conclude Folletti -. I dati sono ancora in crescita, malgrado le nuove forme di concorrenza".

m.s.
22.10.2017


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