Via vai di pazienti che arrivano ed escono dalla Svizzera
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I turisti della salute
all'estero per curarsi
PATRIZIA GUENZI


V  incenzo fa parte di quei dieci milioni e passa di persone che ogni anno nel mondo si mettono in viaggio per motivi di salute. Vuole migliorare il suo aspetto, il suo sorriso. Ha sentito parlare di dentisti bravi ed economici in Bulgaria e ha deciso di partire per Sofia (vedi pagina accanto). E sono tante le persone che ogni anno dalla Svizzera vanno all’estero, attratte da terapie innovative, spesso anche stravaganti, o dalla loro economicità. Tra queste, alcune tecniche di procreazione assistita, le patologie dentali e gli interventi estetici, non rimborsati dalle casse malati. Sono gli "health travellers", i viaggiatori della salute, sempre più corteggiati da ospedali, e cliniche perché molto redditizi. Approdano anche in Svizzera.
Molte punte di eccellenza della sanità elvetica si trovano soprattutto in città o regioni dotate di un ospedale universitario, come Losanna, Basilea, Ginevra, Berna, Zurigo (queste ultime tre per le patologie cardiache), o di un rinomato nosocomio come San Gallo dove ogni anno approdano per avere un secondo parere medico o per curare patologie cardiologiche-tumorali, ma anche per sottoporsi a interventi di ortopedia o di chirurgia viscerale. Altro nome eccellente della sanità elvetica è l’Hirslanden Private Hospital Group, il più importante nella Confederazione con numerosi centri sia nella Svizzera tedesca sia francese, e che punta ad un aumento annuo del 10% della presenza straniera per il prossimo quinquennio. Forte della sua collaborazione con cliniche in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti.
Ottimi e prestigiosi centri di cura si trovano pure in Ticino dove, tra una quota tra il 4 e il 6% dei pazienti che fanno capo ad un ospedale pubblico o a una clinica privata, arriva dall’estero. Attratta anche dalla privacy e da una qualità alberghiera di alto standing. Nell’ambito della riabilitazione, uno dei più importanti centri di competenza svizzeri è la clinica Hildebrand di Brissago. Il Cardiocentro di Lugano e l’Istituto dei tumori di Bellinzona sono conosciuti a livello mondiale. Proprio per incentivare i viaggiatori della salute e del benessere, tre anni fa è nato Ticino Health, progetto cantonale mirato al turismo nazionale ed internazionale.  
Negli ultimi anni in Svizzera sono in forte crescita i pazienti provenienti da Russia, Cina o dai Paesi dell’ex Urss, dove la classe media ha sempre più disponibilità economica. I cinesi sarebbero attratti in particolare dai trattamenti delle cliniche di lusso, come la Clinique la Prairie di Montreux, che vanta un centro di chirurgia estetica all’avanguardia che utilizza anche cellule animali. Molto richiesta, ad esempio, la terapia rivitalizzante, che consiste nella somministrazione per via orale, sull’arco di due giorni, di una soluzione di sostanze biologicamente attive estratte dal fegato di giovani agnelli.
D’altro canto, che quello della salute fosse anche un potenziale business da incentivare, già lo sosteneva anni fa l’ex ministro federale della sanità Pascal Chouchepin, molto lungimirante in alcune sue visioni. Se la Svizzera fosse stata più tempestiva, gli ospedali avrebbero bloccato sul nascere la concorrenza delle nuove cliniche di lusso a cinque stelle, come quelle in Brasile, Dubai e Singapore, specializzate in diverse terapie.
A spingere molte persone fuori dai confini nazionali c’è anche il desiderio di maternità. Dalla Svizzera ogni anno partono almeno 1500 coppie per profittare della tecnica di fecondazione eterologa. Ricevere un’ovocita da un’altra donna è una pratica non consentita nella Confederazione. E allora si sceglie il turismo della procreazione assistita. Si va in Spagna principalmente, ma anche nella Repubblica Ceca, Polonia e Turchia e in altri Paesi dell’Europa dell’est dove l’ovodonazione è legale. Offrono più trattamenti e a poco prezzo.
E sono proprio i conti, che a volte non tornano, a far cadere anche un buon progetto. Come quello del canton Lucerna, nato nel 2011 con la partecipazione di ambienti medici e turistici. "Lucerne Health" voleva profilarsi come destinazione di "turismo sanitario" per persone facoltose. È stato accantonato per mancanza di pazienti. Annualmente solo un centinaio di presenze, mentre se ne prevedevano almeno il triplo. "Sono idee molto innovative - nota Janine Lenares di Ticino Health (vedi a fianco) - che purtroppo in Svizzera stentano a decollare".    
pguenzi@caffe.ch
29.10.2017


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