Il dentista Davide Ferrari e il turismo della salute
'Non conta solo il costo
c'è l'igiene e la qualità'
PATRIZIA GUENZI


Vincenzo è partito da Isone e ha scelto Sofia, la capitale della Bulgaria, per risolvere il suo problema alla bocca. Gli serve un impianto dentale. Sino ad oggi ha sempre lasciato perdere, troppo costosi per lui i dentisti in Svizzera. A Sofia spenderà circa 1’300 franchi, una cifra che può permettersi senza fare i salti mortali. Tutto a posto? Non proprio. "Il costo non è tutto, è evidente che all’estero è più basso. La Svizzera si sa è un Paese caro. Ma altri aspetti sono altrettanto importanti: professionalità, igiene, qualità dei materiali e assistenza post intervento", avverte Davide Ferrari, presidente della Società ticinese medici dentisti.
Già, si fa presto dire vado all’estero e mi rifaccio la bocca per quattro soldi, come Vincenzo. Non sempre può rivelarsi una scelta azzeccata. Innanzittutto, Vincenzo deve prendersi almeno una settimana di tempo. E farebbe bene, suggerisce il dottor Ferrari, "ad andare sul posto prima dell’intervento, per prendere informazioni sulla clinica scelta e parlare col dentista che poi gli metterà le mani in bocca. Bravi professionisti ce n’è ovunque, non sto certo a dire che sono soltanto in Svizzera. Ma è sempre meglio verificare, prima di affidarsi e fidarsi, soprattutto se si va all’estero dove, una volta rientrati, non è così semplice ritornare in quattro e quattr’otto". Non solo. In casi come quello di Vincenzo un po’ di sincerità potrebbe fare la differenza. Parlarne prima con il proprio dentista è importante. "In questo modo - spiega Ferrari - si possono evitare lavori inutili. Se un paziente viene da me e mi dice che vuole andare all’estero per rifarsi la bocca non posso mica proibirglielo. Possiamo magari trovare una soluzione, un compromesso di cura meno costoso. Ma soprattutto posso dargli dei buoni consigli, dicendogli esattamente di cosa ha bisogno, quali sono davvero e denti malati e quelli no e che genere di lavoro andrebbe fatto. A volte per un dentista è molto più facile strappare tutto e mettere quattro-cinque impianti. Si fa prima ed è pure più redditizio". Anche se, stando ad un nuovo studio del Politecnico di Zurigo, anche in Svizzera non si eviterebbero cure inutili visto che uno specialista su quattro sarebbe pronto a trapanare e otturare anche se il paziente non ne ha alcun bisogno.
C’è poi un altro aspetto, tutt’altro che secondario. Il post intervento. "Una settimana di permanenza è troppo poco, se il dentista ha operato sull’osso occorre molto più tempo per guarire - sottolinea Ferrari -. Che fare, quindi, se una volta tornati in Svizzera sorgono problemi? Ripartire in fretta e furia non è possibile, soprattutto se si sta male. Andare dal proprio dentista sarà imbarazzante. Anche per noi non è sempre facile metter mano a lavori altrui. E se il problema non si risolve di chi è la colpa?".
29.10.2017


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