Ospedali, scuole e ricoveri aprono le porte ai cani
Una buona terapia
per bimbi e anziani
PATRIZIA GUENZI


Si chiamano cani sociali, quattrozampe che assieme ai loro conduttori prestano regolarmente servizio di volontariato in ambito sociale, negli asili, scuole, reparti pediatrici e case per anziani. E sono soprattutto gli istituti per over ad avere aperto le porte dei loro reparti per pazienti con gravi demenze senili a presenze pelose. Almeno un gatto si aggira sempre tranquillo per i corridoi e si lascia accarezzare dagli ospiti. I benefici sono numerosi: una sorta di "pet therapy" costante, grazie all’alto potere curativo degli animali, che si aggiunge alle terapie della medicina tradizionale.
Insomma, si è capito che la compagnia di un essere peloso agevola il processo di cura. O, nel caso di persone anziane, aiuta a farle sentire più partecipi e meno sole. Anche soltanto il fatto di carezzare un animale innesca un intenso rapporto interpersonale, anche grazie alla possibilità di potergli dedicare tanto tempo. Per molti esperti, gli animali sarebbero gli operatori che meglio riescono a valorizzare, in differenti modi, la vita quotidiana degli anziani, spesso persone fragili e dalle prospettive ridotte. Con una quotidianità sempre uguale, in cui l’animale trova spazio e accoglienza.
Un’ancora di salvezza, dunque, si rivela la semplice presenza di un cane, in grado di colmare la maggior parte dei vuoti. E la  posizione marginale dell’anziano viene sovvertita dall’impegno di accudire l’animale, un po’ come in passato si doveva occupare  dei figli o dei nipoti.
29.10.2017


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