Il sessismo in politica spiegato dall'antropologo Apolito
"Un bullismo da adulti
ancora troppo tollerato"
STEFANO PIANCA


Piuttosto che all’eterna lotta tra i sessi, io assocerei queste forme di sessismo nella sfera pubblica, e politica in particolare, a una forma di infantilizzazione della nostra società". Non affonda dunque nel passato, ma terribilmente nel presente il comportamento censurabile di alcuni politici. Almeno secondo la lettura di Paolo Apolito, 70 anni, ordinario di antropologia culturale all’Università di Roma Tre.
Cosa si nasconde, secondo lei, dietro questi comportamenti "sopra le righe"?
"Ci vedo un arretramento crescente verso i limiti dell’infanzia. E un crollo della responsabilità nei ruoli sociali e un diventare bambini".
Quale potrebbe essere la causa?
"Siamo avvolti da un mondo, in particolare quello della pubblicità e dello spettacolo, ammantanto da una gradevolezza dolcificata che spinge l’adulto compratore a sentirsi quasi un bambino. Viviamo nell’epoca degli eterni Peter Pan".
Per arrivare poi al sessismo...
"Che, secondo me, è una forma di bullismo adulto. Questi maschietti in politica, che hanno smarrito il senso della responsabilità per un ruolo delicatissimo, farebbero rigirare nella tomba i padri della democrazia occidentale. Perché qui non c’è una forma di violenza bruta, che in passato c’è sempre stata nel voler riportare la donna al suo ruolo, no oggi assistiamo ad una specie di ‘giochicchio’, che è abbastanza affine al bullismo dei bambini coi compagni più deboli".
Perché non c’è una presa di coscienza da parte di persone adulte che magari hanno superato la cinquantina?
"Ma semplicemente perché la vita quotidiana di tutti è spinta, come dicevo, verso una forma di infantilizzazione crescente".
Dunque mancano gli anticorpi?
"Col machismo rappresentato in Italia da Berlusconi si è visto che l’opinione pubblica collettiva era indulgente e reagiva ridimensionando quei fatti. Un po’ come se fosse un gioco tra ragazzi".
Qual è il pericolo principale?
"Il pericolo è che tali comportamenti possano degenerare producendo stalking e violenza. Perché il meccanismo una volta innestato tende a non fermarsi. Ma mi preoccupa di più il fatto che ci sia un’indulgenza abbastanza generalizzata".

s.pi.
10.12.2017


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