Cronaca d'ordinario intasamento fra ingorghi e "pirati"
L'autostrada nel caos
e i furbi del sorpasso
STEFANO PIANCA


Se vivi nel Malcantone e lavori a Locarno, solitamente la coda serale di automobili dirette a sud sull’autostrada... la vedi solo. Senza restarne inghiottito. Così fino a qualche mese fa. Perché ultimamente, complici alcuni incidenti più o meno gravi, il serpente di luci rosse ti agguanta e paralizza con anticipo sempre maggiore rispetto all’uscita A2 di Lugano Nord. Dove, solitamente appunto, inizia l’inferno per i forzati del volante.
Non così martedì scorso. Anzi nulla lasciava presagire che i 44 km che separano l’ufficio dal domicilio si sarebbero trasformati in una piccola odissea. Quarantaquattro km che, di solito, si percorrono in circa 45 minuti, seguendo la via leggermente più lunga ma anche più veloce dell’autostrada. È una di quelle sere in cui accendi la radio e ti lasci un po’ condurre dall’auto. Mappo Morettina, Magadino, Contone, Sant’Antonino, la strada cantonale è trafficata il giusto e devi solo badare alla velocità. Al bivio per il vecchio Ceneri, a Cadenazzo, non si pone nemmeno il problema. Gas verso Bellinzona Sud, l’orologio sul cruscotto segna le 19.20, e già si pensa alla cena. Anzi si può già azzardare un telefonico placet alla tostatura del riso. Il tempo che ci separa da casa  è esattamente quello che impiega a cuocere un risotto vivacizzato da pinoli e taggiasche.
Improvvisa e traditrice la paralisi si materializza alle 19.35. Una lunghissima fila di auto che comincia sull’autostrada a nord di Mezzovico. È il famigerato "colonnone" che di solito inizia molto più avanti. In quei casi si maledice la distrazione, il non aver dato un’occhiata ai siti (che  segnalavano traffico ma per un incidente, senza feriti, avvenuto verso le 18). Troppo presto per supporre che quella fosse la causa dell’intasamento. È infatti, alla radio, un bollettino parla di "un veicolo in panne nella galleria del San Salvatore e un altro nella galleria di San Nicolao". Due noie meccaniche possono scatenare quel pandemonio? Evidentemente sì. Non ci si muove di un centimetro per lunghi minuti. Poi si avanza di pochi metri. A dettare il ritmi del blocco sono i semafori prima del Dosso di Taverne che dista 3 km (percorsi in circa 40 minuti). Molti fanno i "furbi" e ti sfrecciano accanto sulla corsia d’emergenza. Lo speaker alla radio, avvisato dagli incolonnati, invita al rispetto delle regole. Davanti a decine e decine di automobilisti che optano per la scorciatoia, è inevitabile farci un pensierino. Col rischio di trovarsi però di fronte una pattuglia della polizia  oppure finire alla berlina su Facebook e, in entrambi i casi, bye bye licenza. Meglio evitare. Anche perché i "furbi" impattano sui camionisti fermi a bordo strada, e sono diversi, che hanno accostato dopo aver esaurito - da fermi! - le loro ore consentite alla guida. Un caos che ha fine solo alle 20.35. Uscita dall’autostrada. Poi via, liberi sulla cantonale e la strada tutta curve che porta a casa. Tempo un’ora e 45 minuti per 44 km. Il riso ormai è scotto. Ma dalla finestra si scorge ancora, nel buio, il serpente rosseggiante di tante anime in pena.
10.12.2017


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