L'analisi del sessuologo Abraham sugli stalker sessuali
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"Giganti d'argilla,
ecco i molestatori"
PATRIZIA GUENZI


Non è detto che il molestatore voglia a tutti i costi arrivare a portarsi a letto la donna che ha preso di mira. È probabile che abbia più piacere se non ci riesce, che goda proprio in quel suo insistere, nel continuare a reiterare pesanti avances a sfondo sessuale". È, a prima vista, paradossale l’interpretazione che Giorgio Abraham, affermato sessuologo italiano, dà sul concetto di molestatore sessuale. "Dolore e piacere sono due orientamenti fondamentali nella nostra vita - riprende -. E spesso al piacere, che tende a sfuggirci di mano, perché meno controllabile, gli preferiamo la sofferenza, più conosciuta e meno labile".
La vicenda che ha scosso il Palazzo federale riporta alla ribalta temi triti e ritriti. Si torna a chiedersi qual è la differenza tra un normale corteggiamento e un approccio diretto, unilaterale, che spesso sfocia nella violenza da parte di uno dei due partner. "Giusta la definizione di partner, non dimentichiamo che anche le donne molestano, però fa molto meno notizia - osserva Abraham -. Vero è che il caso accaduto a Berna è comunque grave, non lo nego certo. Ed è triste pensare che dei politici debbano essere educati in questo senso. Dei parlamentari, che hanno il potere di cambiare le leggi di un Paese e che non riescono a sedurre una donna in maniera civile". E allora, si comportano come un cacciatore con la preda: prendono la mira e colpiscono. "È una visione maschilista, un approccio che va bene per un’avventura di una notte, non per una relazione duratura. Purtroppo un approccio molto comune, hanno fatto scuola testimonial famosi, attori, persone ricche e affascinanti. Ma tutti con caratteristiche che il cosiddetto uomo della strada non ha".
Ma non importa. Tentar non nuoce, sembra essere il motto di molti uomini. Tentare e insistere per raggiungere lo scopo. "Senza nemmeno mettersi, anche solo per un attimo, nei panni della donna e domandarsi come potrebbe reagire - riprende l’esperto -. Anzi, probabilmente proprio la consapevolezza di un rifiuto li galvanizza,  fa saltare loro a piè pari tutte le tappe. Incuranti dei metodi classici della seduzione, che non conoscono o di cui non gliene importa nulla".
Ma attenzione, avverte Abraham, "agire in questo modo è un chiaro segnale di debolezza, non certo di forza". Debolezza che i molestatori trasformano in vigore, energia, sino a gesti di vera e propria violenza. "Sono dei giganti di argilla. Potenti, forti, sicuri. Ma se appena si gratta un po’ la superficie, sotto non c’è nulla. C’è soltanto questa maschera che indossano per nascondere la loro fragilità". E l’incapacità di conquistare una donna come dio comanda. "Le persone fragili sono spesso incredibilmente suscettibili - conclude Abraham -. Un rifiuto li può sconvolgere e allora pur di raggiungere l’obiettivo utilizzano qualsiasi mezzo".

p.g.
17.12.2017


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