Un quarto di decessi in meno col fumo elettronico
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E-cig meno dannosa
della sigaretta, ma...
PATRIZIA GUENZI


Macché un aiuto per smettere di fumare! Anzi, semmai è un mezzo per iniziare con le sigarette vere". L’oncologo Franco Cavalli è perentorio, le e-cig non servono per allontanarsi dalle "bionde". "Non bisogna utilizzarle - aggiunge il medico -. Lo ripete l’Organizzazione mondiale della sanità e lo dicono molti organi di prevenzione europei". Eppure, stando ad un recente studio americano, un quarto dei decessi potrebbe essere evitato da qui al 2100 se tutti i fumatori sostituissero la sigaretta classica con quella elettronica. Questa funziona attraverso l’evaporazione di un e-liquid, una soluzione a base di acqua, glicole propilenico, glicerolo, aromi ed eventualmente nicotina.
In Svizzera, 9mila persone muoiono ogni anno per le conseguenze del tabacco. Una cifra allarmante, su cui medici, esperti e oncologi continuano ad insistere. Anche Berna corre ai ripari. Con il messaggio "Non è un caso: il 75% dei pazienti colpiti da infarto di età inferiore ai 50 anni fuma" è partita una nuova puntata della campagna di sensibilizzazione SmokeFree organizzata da Confederazione, Cantoni e Ong del settore sanitario (vedi sotto). "La soluzione migliore è smettere di fumare, punto - taglia corto il dottor Giorgio Noseda, per oltre trent’anni primario di medicina al Civico e all’ospedale di Mendrisio -. A tutt’oggi non se ne sa molto sui potenziali pericoli del fumo elettronico". Certo, nell’e-cig non c’è la combustione del tabacco, "che produce le polveri sottili ed è il principale responsabile del cancro al polmone - riprende Noseda -. E neanche altre sostanze tossiche e dannose per la salute". Tuttavia, in Svizzera faticano a decollare le sigarette elettroniche. Rispetto ad altri Paesi, sarebbero soltanto 15mila i consumatori regolari. All’incirca l’1% dei fumatori e lo 0,3% degli ex fumatori. Una delle ragioni è che l’e-cig non contiene tabacco. Intanto, Berna in futuro dovrebbe autorizzare la vendita di e-sigarette con nicotina. Di fatto, comunque, si sono sempre trovate in commercio. "Il messaggio sulla loro reale pericolosità è fuorviante - insiste il dottor Noseda -. Non vedo bene come possano aiutare a smettere di fumare". Meno pessimista il dottor Francesco Zappa, responsabile del reparto oncologia della Clinica Luganese: "Se davvero l’agente incriminato non c’è nell’e-cig, il tabacco e i suoi derivati che sono nocivi e potenzialmente cancerogeni, direi che fa meno male", spiega. È la nicotina che provoca la dipendenza. Se non c’è, a quanto se ne sa oggi, non dovrebbe far male". Ma Cavalli insiste: "I dati sulla reale pericolosità del fumo elettronico non sono così chiari". Ma non sono chiari, replica Zappa, "i danni che potrebbero fare le tante sostanze che ingeriamo, coloranti additivi, o i profumi che mettiamo sul corpo".
Insomma, servirebbe un dibattito spassionato sul ruolo della nicotina e la strategia di riduzione dei rischi. E intanto c’è ancora molto da fare sul fronte della prevenzione. Il 27% della popolazione svizzera fuma regolarmente delle sigarette. Una cifra stabile da qualche anno.
Qualche dubbio sugli effetti delle sostanze contenute nell’e-cig lo solleva anche la Lega svizzera polmonare. Troppo presto, di fatto, per fare un bilancio. Inoltre, la Lega teme che spingendo sulle sigarette elettroniche si inviterebbero i non fumatori, soprattutto i giovani, a lasciarsi sedurre. Anche se quasi nessuno nega che passare dalla bionda vera alla e-cig con un po’ di nicotina è meno dannoso. Sembrerebbe il male minore, certo, ma da qui a dare un taglio definitivo al tabacco ce ne corre.

p.g.
17.12.2017


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