Gli esperti del Touring club sui rischi per la privacy
'I dati delle nostre auto
in mano ai fabbricanti'
REDAZIONE CAFFÈ


Bisogna aver paura di questi nuovi strumenti che ci controllano mentre siamo alla guida? Il Touring club svizzero, come spiega l’ingegnere Francesco Greco, è favorevole a queste nuove tecnologie ma si sta impegnando per rendere più trasparente il rapporto tra privacy e scatole nere, che "al momento si trova ancora in una zona grigia dal punto di vista della legalità. E quindi resta da capire come verranno trattati i dati raccolti grazie alle nuove tecnologie nelle vetture".
Gli interrogativi sono molti. Una Bmw 320d, ad esempio, è in grado di registrare, oltre ad eventuali guasti meccanici, persino le regolazioni del posto guida, i supporti multimediali inseriti nei lettori cd e dvd, le informazioni personali sincronizzate dal cellulare e le tensioni delle cinture in seguito a frenate brusche. La Bmw i3 raccoglie inoltre i dati relativi agli ultimi 100 luoghi di posteggio e ai punti di intermodalità, ovvero dove si è parcheggiata l’auto per, ad esempio, prendere i mezzi di trasporto pubblici. La Mercedes Benz classe B, dal canto suo, trasmette ogni 2 minuti al costruttore i dati della geolocalizzazione, insieme al chilometraggio, al consumo, ai livelli di carburante, liquido refrigerante, lavavetri ed olio dei freni nonché pressione degli pneumatici.
Ma cosa se ne fanno le case automobilistiche di questi dati? Chiaramente ci sono degli obiettivi commerciali. In merito all’eCall, spiega il portavoce del Tcs Renato Gazzola, "noi ci stiamo battendo affinché i proprietari delle nuove auto abbiano la possibilità di scelta dell’operatore che verrà in soccorso, per una questione di equità. Le case automobilistiche cercano di portare i loro clienti nei loro garage, ma ci dovrebbe essere la garanzia che ogni automobilista possa avere libera scelta".
Ad essere interessata ai dati, in particolare quelli dell’eCall, la chiamata automatica di soccorso, sarà poi sicuramente anche la polizia, che avrà così maggior facilità a ricostruire la dinamica degli incidenti. E in particolare a rintracciare automobilisti che si danno alla fuga per vari motivi, soprattutto quello di evitare il test dell’alcolemia.
21.01.2018


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