Il ministro Manuele Bertoli risponde al sindacato studenti
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"C'è già lo sportello
per gli abusi a scuola"
ANDREA STERN


Lo sportello per segnalare abusi e molestie esiste già, si chiama direzione", afferma Manuele Bertoli. Il capo del Dipartimento educazione, cultura e sport (Decs) è tiepido sulla proposta del Sindacato indipendente studenti e apprendisti (Sisa) che chiedeva di istituire un nuovo servizio nelle scuole del settore medio superiore.
L’idea dello sportello era nata nel novembre scorso, come risposta al caso delle presunte molestie sessuali commesse da due maestri di tirocinio della Sezione forestale, un 50enne e un 30enne, ai danni di apprendisti a loro affidati. Il Sisa reagì alla notizia dell’apertura di un’inchiesta penale inserendola in un più ampio contesto di maltrattamenti fisici ma anche verbali a opera di insegnanti ed evidenziando la difficoltà per molti studenti di denunciare quanto subito, "a causa di timidezza, senso di inadeguatezza, paura di non essere preso sul serio o di incappare in ulteriori ritorsioni". Si chiedeva quindi al Decs l’istituzione di uno sportello gestito da una figura indipendente.
Il giorno stesso il dipartimento diretto da Bertoli diramò un comunicato stampa nel quale si elencavano i vari strumenti già oggi a disposizione degli studenti ma si riconosceva la mancanza della figura di un mediatore nel settore medio professionale. Con l’obiettivo di chiarire e valutare la proposta, i membri del Sisa vennero quindi convocati per un incontro che avrebbe dovuto tenersi già in dicembre ma che è stato rimandato per consentire agli studenti di affrontare il periodo "caldo" del semestre scolastico e universitario.
Sul tema, Bertoli si limita oggi a fornire una risposta non esaustiva, riservandosi di illustrare la sua posizione per esteso dapprima ai membri del Sisa e poi alla stampa. "Abbiamo - spiega Bertoli -  qualche idea, ma ne parleremo con loro. Io dico solo che c’è già tutta una serie di figure cui gli studenti possono rivolgersi in caso di problemi". Come nel recente caso delle molestie verbali contestate a un docente del Liceo di Bellinzona, la cui denuncia in direzione da parte di una studentessa ha fatto il suo corso. "La dimostrazione - sottolinea il consigliere di Stato - che il sistema attuale funziona".
Bertoli è consapevole che "non è agevole agire contro un funzionario" e che "a volte per evitare che nasca un vespaio è più facile girare la testa dall’altra parte". Per questo motivo il direttore del Decs ribadisce che "le direzioni scolastiche, le sezioni dell’insegnamento, le divisioni e il dipartimento devono trattare seriamente e con equità ogni segnalazione, senza tralasciare nulla e senza esagerare nulla".
Sempre il Sisa proponeva al Decs di estendere a tutte le sedi scolastiche medie superiori l’esperienza della commissione Dialdo (Dialogo allievi docenti), già attiva da parecchi anni al Liceo di Mendrisio. Un organo composto da tre docenti e tre allievi, tutti volontari, che si riunisce regolarmente per affrontare i problemi dell’istituto. Quest’anno, come spiega il direttore dell’istituto scolastico Gianluigi Ferrari, la commissione si sta ad esempio occupando del progetto "tutor", che prevede di affiancare allievi in difficoltà ad altri più bravi. L’anno scorso, prosegue Ferrari, "il grande lavoro è stato quello di creare un questionario di valutazione didattica dei docenti, che può essere usato come strumento di relazione e che serve per valutare se ci sono dei problemi".  
Il bilancio sembra essere positivo. L’estensione dell’esperienza all’intero cantone potrebbe quindi rappresentare un complemento agli strumenti esistenti, non solo nella battaglia contro le molestie verbali, ma nell’ottica di un miglioramento dei rapporti tra insegnanti e studenti.
astern@caffe.ch
21.01.2018


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