Cala l'interesse dei cittadini dell'Est per l'immobiliare
Ai russi piace meno
comprar casa in Ticino
ANDREA STERN


Sono finiti gli anni del boom. Oggi i facoltosi russi - molti giunti qui anche grazie al marketing di Behgjet Pacolli - snobbano il Ticino. Parola di Olga Nouri, agente immobiliare che da anni è un punto di riferimento per i cittadini dell’ex Unione Sovietica che decidono di trasferirsi tra le Alpi e i laghi, aiutandoli non solo a trovare casa ma anche a sbrigare le prime pratiche amministrative. "Io sto cambiando lavoro - dice al Caffè - non si vende più niente".
Secondo Olga Nouri, il motivo di questa disaffezione per le proprietà ticinesi è essenzialmente uno: "La crisi in Russia, la gente non ha più la possibilità di investire grosse somme". Una crisi, aggiunge l’architetto luganese Gianluca Lopes, accentuata dalla forte svalutazione del rublo avvenuta a fine 2014, che ha fatto scemare il potere d’acquisto dei russi. "Il triennio d’oro - spiega Lopes - è stato quello tra il 2011 e il 2013. In seguito, abbiamo notato una netta diminuzione dell’interesse da parte della clientela russa".
Vi è poi un altro elemento che ha in parte macchiato l’immagine del Ticino. È l’incidente stradale avvenuto a Castagnola nel novembre 2016, quando un’auto di grossa cilindrata uscì di strada e finì nel Lago di Lugano, causando la morte di due giovani appartenenti a influenti famiglie della borghesia russa. La perizia disposta dal procuratore Antonio Perugini stabilì che l’auto non era stata manomessa, ma tra la comunità russa in molti credono ancora oggi che dietro a quell’incidente vi fosse lo zampino dei servizi segreti. Che i due giovani, in sostanza, abbiano pagato con la vita una rivalità legata a grossi interessi economici.
Dal canto suo l’imprenditore immobiliare Angelo Renzetti punta il dito contro due fattori, "la forza del franco e la difficoltà per i russi di accedere al credito". Certo, le persone più facoltose non hanno bisogno di passare attraverso le banche. "Il mercato del lusso c’è ancora, anche se non tira più come fino a qualche anno fa. Sono diminuiti sia i russi, sia  i ricchi provenienti da altre regioni - osserva Renzetti -. Ma questo fenomeno è dovuto anche al fatto che il nostro mercato non è infinito e che quindi, indipendentemente dalla volontà dei potenziali acquirenti, non ci sono più molti oggetti prestigiosi in vendita".

a.s.
28.01.2018


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