Dopo la l'alleanza sportiva ai Giochi ora serve il disarmo
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Una tregua "olimpica"
riunisce le due Coree
LORETTA NAPOLEONI


Se il 2017 è stato un anno di eventi straordinari per la Corea del Nord, a causa dei lanci di missili balistici per mostrare agli Stati Uniti ed al mondo che Pyongyang è una potenza nucleare, il 2018 è iniziato con una notizia altrettanto straordinaria: l’inclusione della Corea del Nord tra le nazioni partecipanti ai giochi olimpici invernali, che si terranno dal 9 al 25 febbraio a Pyeongchang, nella Corea del Sud. Ventidue atleti nord coreani prenderanno parte ai giochi, tra cui 12 donne che si uniranno alla squadra femminile di hockey della Corea del Sud, un evento assolutamente storico.
Non è la prima volta che le due Coree inviano due squadre congiunte ad eventi sportivi internazionali, è già successo due volte nel 1991, durante il campionato mondiale di tennis da tavolo a Chiba, in Giappone, ed  in occasione di quello mondiale giovanile di calcio in Portogallo. Durante un periodo di distensione negli anni 2000, atleti nord e sud coreani hanno marciato insieme durante le cerimonie di apertura e di chiusura di nove eventi sportivi internazionali, tra cui le Olimpiadi e i Giochi asiatici, ma non sono mai riusciti a creare una squadra comune. La squadra di hockey femminile sarà la prima squadra olimpica unificata delle due Coree. A Pyeongchang, i nordcoreani gareggeranno anche nel pattinaggio artistico, nel pattinaggio di velocità su ghiaccio, nello sci alpino ed in quello di fondo. Ma non basta, durante la cerimonia di apertura gli atleti nordcoreani marceranno di nuovo insieme ai sudcoreani sotto un’unica bandiera di unificazione raffigurante la loro penisola.
Solo un mese fa se qualcuno avesse predetto questi scenari nessuno vi avrebbe creduto. Ed invece sono bastate poche  frasi di incitamento da parte di Kim Jong-un durante il discorso di fine anno per convincere il presidente sud coreano Moon Jae in ad estendere l’invito a partecipare alle olimpiadi agli atleti nord coreani. E così la tensione tra le due nazioni, che tecnicamente parlando sono ancora in guerra, è scesa.
L’invito ai giochi olimpici ha fatto riaprire i canali di comunicazione tra le due Coree, chiusisi definitivamente nel luglio del 2016 a causa della decisione dell’amministrazione Obama di imporre sanzioni personali su Kim Jong-un e altri alti funzionari del regime nordcoreano. Prima ancora che la delegazione sud coreana attraversasse la linea di demarcazione tra le due Coree, al 38 esimo parallelo, per organizzare la partecipazione degli atleti alle olimpiadi, le due capitali hanno riaperto una linea diretta di dialogo. Una vittoria pacifica dopo un anno di grandi tensioni durante il quale più di una volta si è temuto lo spettro dell’olocausto nucleare.
È stato abile il presidente sud coreano Moon ad usare l’invito ai giochi come un ramo d’ulivo per Kim Jong-un. La Corea del Nord sotto il giovane Kim ha fatto dello sport, e in particolare del successo negli eventi sportivi internazionali, una priorità politica. Anche se il Paese non eccelle molto negli sport invernali, gli atleti nordcoreani hanno stabilito diversi record mondiali, ad esempio nel sollevamento pesi e la squadra di calcio femminile è tra le migliori al mondo.
Qualunque sarà la prestazione degli atleti Nord coreani alle Olimpiadi di Pyeongchang, passeranno alla storia per aver aperto un varco tra le due nazioni, attraverso il quale si potrebbero ricucire legami etnici, culturali e chissà forse anche di sangue. Secondo gli accordi, agli eventi delle Olimpiadi parteciperanno anche artisti nord coreani, tra cui Hyon Song-wol, la cantante preferita di Kim Jong-un. Hyon è meglio conosciuta come la solista della banda Moranbong, un complesso tutto femminile. Negli spettacoli indossano gonne corte o eleganti uniformi militari e cantano e ballano odi a Kim. Hyon, che ha partecipato ai colloqui tenutosi nella linea di demarcazione tra le due Coree all’inizio di gennaio, non canterà però con Moranbong, ma sarà la solista dell’orchestra della Corea del Nord composta da 140 membri che durante le Olimpiadi si esibirà a Seul ed a Gangneung. Gli spettacoli saranno i primi messi in scena da un gruppo musicale nordcoreano nella Corea del Sud dal 2002. Il repertorio comprenderà canzoni popolari e capolavori classici famosi in entrambi i Paesi e in sintonia con il tema dell’unificazione. Niente propaganda politica, insomma.
In complesso la delegazione nord coreana dovrebbe essere composta da più di 500 persone, tra cui anche le celeberrime cheerleader, le bellissime ragazze pompon, che inciteranno gli atleti alla vittoria. Sebbene ancora non è stato stabilito, è probabile che la delegazione attraverserà a piedi la linea di demarcazione del 38 esimo parallelo, segno tangibile del desiderio di entrambe le nazioni di riunificazione.
Una grande opportunità questa, dopo un anno di tensioni politiche, per ricucire i rapporti con la Corea del Nord e riconoscerne lo status di potenza nucleare. Se ciò avvenisse si potrebbe iniziare subito a lavorare al contenimento delle armi nord coreane in un quadro di diplomazia internazionale dove inserire anche le altre potenze nucleari "canaglia": Pakistan, India, Israele e presto anche Iran.
04.02.2018


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