La Casa Bianca ha cambiato i valori di riferimento in Usa
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La lotta sui diritti
agita i sogni americani
MARA VALIER, DA LOS ANGELES


Gli sforzi degli attivisti religiosi, per corrodere i diritti riproduttivi della donna, hanno attirato l’attenzione di chi vede nella loro ascesa ai posti di comando - nel  dipartimento della Salute dell’amministrazione di Donald Trump  - un attacco ai diritti acquisiti. Acquisiti grazie alla storica sentenza del 1973, quando la Corte Suprema americana legalizzò l’aborto.
In realtà sono anni che gli antiabortisti erodono il diritto ad abortire in maniera sicura e legale intervenendo a livello statale piuttosto che in quello federale, inserendo leggi restrittive in Stati come Texas, Nevada, Alabama e Florida. Ma mentre con Barack Obama gli attivisti "pro life" vedevano nel presidente un nemico, ora, con Trump, hanno il vento in poppa. Durante l’annuale manifestazione contro l’aborto, la March For Life, lo scorso 19 gennaio Trump ha parlato ai manifestanti paragonando gli Stati Uniti alla Cina e alla Corea del Nord per aver legalizzato l’aborto oltre la ventesima settimana di gestazione. Evento comunque piuttosto raro negli Usa dove, secondo il Guttmacher Institute, solo l’1% degli aborti avviene dopo le prime 20 settimane. "È sbagliato e deve finire", ha detto Donald Trump.
Tuttavia, più che con i discorsi, Trump ha dato il suo appoggio ai "pro life" con la nomina di giudici antiabortisti e di nuovi dirigenti ai vertici del ministero della Salute. Tra questi ci sono Charmaine Yoest e Valerie Huber. Yoest, ora portavoce delle politiche alla salute, è nota per le sue posizioni drastiche nei confronti dell’aborto, da negare anche in caso di violenza sessuale, incluso incesto, o quando la vita della madre è in pericolo. Contraria a qualsiasi forma di prevenzione di gravidanza, ed ex presidente del gruppo anti aborto Americans United for Life, durante un’intervista al The New York Times ha detto che abortire aumenta il rischio di avere un cancro al seno. Una affermazione priva di valenza scientifica secondo l’American Cancer Society, ma che obbliga i medici di alcuni Stati, tra cui Texas, Kansas e Mississipi, ad inserirla nelle informazioni da dare al paziente che voglia abortire. Huber invece è la nuova direttrice del programma dedicato alla salute degli adolescenti. In pubblico, da co-fondatrice di un’associazione che promuove l’educazione all’astinenza sessuale fino al matrimonio (Ascend), ha detto che intende parlare di metodi contraccettivi solo per sottolinearne i limiti. Trump inoltre ha scelto come consigliere alla Casa Bianca Katy Talento, secondo cui l’uso prolungato della pillola "distrugge l’utero".
Uno dei primi risultati dei "pro-life" è stata l’apertura di un nuovo ufficio presso il ministero della Salute, il Conscience and Religious Freedom Division. Obiettivo: potenziare le tutele, che già esistono, per i dottori che non vogliono effettuare aborti per motivi religiosi. Alex Azar, nuovo ministro alla Salute, ha detto che è importante rafforzare l’obiezione di coscienza. E il suo consigliere, Matthew Bowman, avvocato per l’organizzazione cristiana contro l’aborto Alliance Defending Freedom, ha scritto nuove regole per esonerare i datori di lavoro ad includere il pagamento di metodi contraccettivi nell’assicurazione medica offerta ai dipendenti.
"Abbiamo un team fantastico al dipartimento alla Salute, siamo un team pro-life", ha detto durante una conferenza di evangelisti la nuova dirigente che si occupa delle relazioni tra il ministero e le associazioni religiose, Shannon Royce: "Sentirete cose molto interessanti nei prossimi giorni".
18.02.2018


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