Paolo Pamini e la bandiera europea
Se non siamo nell'Ue
allora niente simbolo
PAOLO PAMINI


Stiamo parlando di una bandiera che ha una doppia funzione. E mi spiego: da una parte è il vessillo del Consiglio d’Europa, che è un’istituzione pacifica il cui scopo è difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto sul contintente. Un’istituzione quindi positiva, di cui fanno parte 48 Paesi tra cui la Svizzera. Dall’altra parte la bandiera a dodici stelle è però anche quella dell’Unione europea, un’istituzione cui la Svizzera non ha aderito e, spero, non aderirà mai.
Infatti, i cittadini hanno più volte ribadito la loro contrarietà all’Unione europea e quindi ritengo che non sarebbe corretto nei loro confronti esporne il simbolo, fosse anche solo per un giorno. È vero che da un punto di vista formale l’esposizione della bandiera a dodici stelle sugli edifici pubblici nella giornata del 5 maggio, anniversario della fondazione nel 1949 del Consiglio d’Europa, non può essere contestabile. Capisco quindi benissimo le ragioni di chi la difende. Ma il problema è che quel vessillo diffonde oggi un altro messaggio. Se si chiede all’uomo della strada cosa rappresenta, risponde sicuramente che rappresenta l’Unione europea e non il Consiglio d’Europa.
L’errore a monte in realtà l’ha fatto il Consiglio d’Europa quando l’Unione europea gli ha "rubato" la bandiera, nel 1985. Il Consiglio d’Europa la utilizzava già da trent’anni ma non ha fatto valere le sue pretese e ormai, come si suol dire, i buoi sono fuori dalla stalla. Da allora quello stemma si presta a confusione. Sarebbe bello se il Consiglio d’Europa cambiasse bandiera. Il tema è già stato discusso e sono state avanzate delle proposte per sostituire il vessillo a dodici stelle. Ma queste discussioni non si sono concretizzate e le due istituzioni hanno continuato ad immedesimarsi con la stessa bandiera.
La situazione attuale è dunque quella di una bandiera che viene utilizzata da tante istituzioni europee e che ricorda solo in ultimo luogo il Consiglio d’Europa. Ripeto, il discorso sarebbe diverso se fossimo in presenza di due vessilli distinti. O sarebbe ancora diverso se tra i cittadini vi fosse la consapevolezza di qual è la vera origine della bandiera a dodici stelle.
In questo senso penso possa essere utile l’insegnamento della civica approvato dai cittadini in votazione popolare. Il giorno in cui sarà ben chiara a tutti la differenza tra i due significati diversi della bandiera a dodici stelle non è escluso che io stesso possa ricredermi. Solo gli stolti non cambiano idea.
18.02.2018


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