I cittadini di Campione d'Italia dicono la loro sulla crisi
Immagini articolo
Il paese della roulette
tra paure e speranze
ANDREA STERN


Serrande abbassate, vetrine vuote, terrazze semideserte. Il casinò non avrà ancora chiuso i battenti, e tutti sperano non lo farà mai, ma il paese di Campione d’Italia sembra essersi già spento. "Noi potremmo essere come Livigno, invece ci tocca assistere a questo sterminio - commenta Rosario De Lorenzo, presidente degli operatori economici dell’enclave -. Le autorità si sono offuscate la vista col casinò e hanno dimenticato tutto il resto". A detta dei commercianti, ancora nel giugno scorso Roma sarebbe stata disposta ad approvare norme che avrebbero reso Campione d’Italia interessante non solo per il gioco, "ma anche per attività economiche sane". Ma la giunta comunale non avrebbe colto l’occasione.
E ora, a pochi mesi di distanza, l’enclave rischia di sprofondare sotto il peso di 120 milioni di franchi di debiti. A decidere le sorti del casinò sarà il Tribunale fallimentare di Como, il prossimo 12 marzo. Tutti sperano di poter evitare un crac con conseguenze devastanti, perché toglierebbe il lavoro a circa 500 persone, buona parte delle quali residenti in paese. Almeno sulla carta, secondo un ex dipendente comunale. "In realtà molti di loro hanno qui solo una residenza fittizia – sostiene -. Sono stati assunti durante l’epoca d’oro, con salari esorbitanti, ma qui non hanno mai lasciato un franco che è un franco".
I frontalieri provenienti da Como o Lecco, che poi frontalieri non sono visto che abitano in Italia e lavorano in Italia, sono nel mirino di parecchi campionesi. "Qui dovremmo fare come in Ticino, prima i nostri – esclama un dipendente comunale -. Il casinò è stato creato per dare una fonte di sostentamento alla gente di Campione. Dunque ora che ci sono difficoltà bisogna tutelare prima di tutto chi abita in paese".
Dall’esterno arrivano anche tutti i clienti del casinò visto che i campionesi, che per legge non possono giocare lì, preferiscono farlo nelle numerose slot machine situate nei bar. La clientela ai tempi era soprattutto italiana e benestante, oggi più internazionale e anche meno elegante. "Negli anni ruggenti ho conosciuto personaggi come Sophia Loren, Claudia Cardinale, Kirk Douglas... - dice un pensionato -. Adesso le star non vengono più. In compenso arrivano torpedoni di cinesi, che non consumano niente e rovinano l’ambiente. Si siedono sul marciapiede e si mangiano le loro scatolette. Non è bello".
Ben si capisce che l’enclave non può più permettersi di basare tutta la sua economia sul casinò. "Bisogna prendere Campione e rivoltarlo come un calzino - suggerisce Ursula Wehner, titolare di un’agenzia immobiliare -. Urgono altre soluzioni per portare gente in paese". Una, ad esempio, potrebbe essere ridurre il carico fiscale. "Conosco tante persone che porterebbero le loro ditte qui, ma se devono sottostare all’esoso fisco italiano e sostenere l’elevato costo della vita svizzero, chiaramente rinunciano", afferma l’immobiliarista.
Altri propongono di accendere le luci rosse in almeno due o tre piani dell’immenso edificio del casinò, altri ancora di diventare Italia a tutti gli effetti, con tanto di dogana all’arco all’entrata del paese. "Almeno potremmo attirare i turisti della spesa dalla Svizzera", ipotizza un commerciante.
Oggi Campione d’Italia è invece una terra di mezzo, bistrattata da tutti. "Noi in Italia siamo visti come svizzeri, quindi benestanti da tassare - sottolinea un’altra commerciante -mentre in Svizzera siamo visti come italiani, quindi concorrenti di cui diffidare. Intanto il paese muore e nessuno sembra curarsene".  La situazione è "se non tragica, almeno drammatica", secondo l’ex vicesindaco Angelo Airaghi, memoria storica del paese. "Ci troviamo a dover affrontare problemi causati da decenni di manie di grandezza - afferma -. Ricordo che quando io ero capocontabile a Lugano guadagnavo 830 franchi al mese, che erano una bella somma negli anni ’70. I miei amici al casinò partivano invece da 3’000 franchi al mese. Cifre da capogiro. Chi ha potuto ed è stato furbo, li ha investiti. Altri oggi si trovano in grande difficoltà. Come può un pensionato vivere con mille euro al mese a Campione, dove i prezzi sono quelli svizzeri?".
La titolare dell’unico negozio di alimentari rimasto in paese, il Mineiro’s, conferma la fatica di molti anziani. "Mi chiedono di poter prendere il pane a credito, non riescono ad arrivare a fine mese - dice -. Ma per il resto io sono ottimista e ho fiducia che la giunta del sindaco Salmoiraghi riuscirà a far ripartire questo bellissimo paese". Per rinascere bisogna anche essere convinti di potercela fare. "Io non mi muovo - assicura -, resterò qui fino alla vittoria di Campione".
astern@caffe.ch
18.02.2018


Articoli Correlati
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

L'ascensore sociale
si è ormai inceppato
L'INCHIESTA

"Il via vai di procuratori
rallenta le inchieste"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

I talenti non hanno
orientamenti sessuali
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La crescita dipende
dai rapporti con Trump
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Tecniche viet-cong
nei tunnel del Califfato
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
Farage lancia
la marcia
pro-Leave

Tirana:
violente proteste
davanti
al Parlamento