La guerra delle favelas dove cresce violenza e corruzione
Immagini articolo
A Rio dove i miliziani
si alleano coi narcos
GIUSEPPE BIZZARRI DA RIO DE JANEIRO


Un giorno mi resi conto che i nostri soldati puntavano le armi verso donne e bambini. Ho capito a quel punto che i fucili erano rivolti verso il popolo brasiliano”. La dichiarazione è stata fatta il 22 giugno 2017 in un’udienza al senato brasiliano dal comandante dell’esercito, generale Eduardo Villas Boas, il quale ha rammentato che i militari sono stati utilizzati 115 volte negli ultimi trent’anni per controllare inutilmente la violenza e la sicurezza pubblica in Brasile. Il 16 febbraio, il presidente Michel Temer, sotto inchiesta per corruzione, ha decretato l’intervento dello stato federale nell’area della Sicurezza pubblica di Rio de Janeiro.
Il controllo federale è eseguito sotto il comando del generale Walter Souza Braga Netto. A Rio 114 poliziotti militari sono stati ammazzati nel 2017 e - secondo l’Istituto della Sicurezza Pubblica - 1.124 civili sono stati uccisi dalle forze dell’ordine. Souza affronterà la criminalità comune, l’endemica corruzione presente anche nell’esercito, il crimine organizzato dei narcotrafficanti e, forse, anche quello dei miliziani che controllano la maggioranza delle 763 favelas, dove vive circa il 22,3% della popolazione di Rio. ”Non ho il minimo dubbio. Non occuperanno mai le favelas controllate dai miliziani”, dichiara al Caffè l’antropologa esperta in violenza e sicurezza urbana, Alba Zaluar, professoressa dell’Istituto di scienze sociali e politiche dell’Università statale di Rio de Janeiro. Fino ad oggi nessun soldato ha messo piede in una delle favela sotto il controllo delle milizie. Le frange dei miliziani sono formate soprattutto da ex agenti delle forze dell’ordine e penitenziaria. I gruppi paramilitari hanno preso forza a partire dal 2005, con la proposta di garantire la sicurezza delle comunità dal dominio dei narcos.
I miliziani guadagnarono la fiducia dei residenti e commercianti, ma nel corso del tempo iniziarono a praticare il “pizzo”, controllando tutte le transazioni commerciali nelle favelas. Negli ultimi anni acconsentono ai narcos, sotto il pagamento di una tassa, anche la vendita di droghe nei loro territori. Sempre più narcotrafficanti disertano le fazioni per arruolarsi nelle milizie che, secondo Zaluar, agiscono in maniera professionale e organizzata nell’industria del crimine.
Un’attitudine che contrasta con quella assunta dai gruppi narcotrafficanti, come Amigos dos Amigos e il Terceiro Comando Puro, i quali intraprendono una sanguinosa lotta contro il Comando Vermelho, l’ex alleato della potente mafia paulista, il Pcc, il quale attua in tutto il Brasile, ma anche in altri stati dell’America Latina e persino in Europa. La lotta tra il Pcc e il Comando Vermelho ha scatenato da poco più di un anno, in tutto il Brasile, un’atroce guerra che si estende anche nei penitenziari. ”C’è tensione tra i detenuti e i loro familiari - dichiara l’assessore giuridico della Pastorale carceraria nazionale, Paulo Malvezzi - non si sa quello che accadrà. Oggi abbiamo più difficoltà a entrare nelle prigioni, ma questo a causa della nostra ferma posizione per la difesa dei diritti umani”. Malvezzi rivela che, nonostante le denunce, lo Stato non evita le rivolte e non migliora la tragica situazione carceraria. Alba Zaluar teme che l’intervento dei militari possa rafforzare l’espansione del Pcc nel paese. “Uno degli effetti dell’intervento militare sarà quello di strangolare il Comando Vermelho. Ciò aiuterà il Pcc a crescere ancora di più”.
Quando il Pcc nacque nelle prigioni pauliste (1993), Temer era segretario della sicurezza dello stato di São Paulo. Zaluar critica Temer per la sua dichiarazione in cui afferma che il crimine organizzato carioca è una “metastasi che si espande” nel Paese, minacciando la tranquillità della popolazione. “Il presidente dice che il cancro si trova a Rio, mentre Rio de Janeiro è il dodicesimo Stato dell’unione in termini d’indici d’omicidi. Perché allora la città sarebbe l’epicentro del crimine organizzato?”, afferma. La ricercatrice crede che l’intervento federale sia una cortina di fumo per nascondere problemi brucianti del Paese, come la crisi economica che ha portato 16mila carioca a vivere sui marciapiedi di Rio de Janeiro.
18.03.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

Una cultura politica
di vuote banalità
L'INCHIESTA

Non solo Medtech
nel polo di ricerca
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lo stile smarrito
dai perdenti di successo
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Senza il riciclaggio
non si salva il clima
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Scacco a Tripoli
in quattro mosse
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra degli 007
all'ombra dell'Europa
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Londra celebra Quant
la "madre" della mini
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.04.2019
La Segreteria del Gran Consiglio ha provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta costitutiva del 2 maggio prossimo
15.04.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, marzo 2019
12.04.2019
Pubblicato il Rendiconto 2018 del Consiglio di Stato
12.04.2019
Pubblicato il rendiconto 2018 del Consiglio della magistratura
08.04.2019
Online la Città dei mestieri della Svizzera Italiana, con informazioni e aggiornamenti sui lavori in corso verso l'apertura
03.04.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 3 aprile 2019 alle ore 10:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
01.04.2019
Tiro obbligatorio 2019
21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Sudan,
si dimette
anche il leader
del golpe

Gilet gialli
a prova
di legge
anti-casseur