Reportage dopo l'inaugurazione del ponte da 19 km
Immagini articolo
Crimea e Russia unite
dal ponte dei record
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA KERCH


C’è una sola strada che attraversa la Repubblica indipendente di Crimea, dalla sua capitale, Sinferopoli, a Kerch, tagliandola dal centro ad est dove ora è collegata alla Russia. Una sola strada a doppio senso di marcia, a tratti trafficata e spesso interrotta da lavori, "è normale, si aggiustano le strade", dice Seiran, autista da anni, che nella coda scende dal minivan per fumare una sigaretta. Ogni giorno fa la stessa strada guidando per circa 600 km, Sevastopoli, ad ovest della penisola, Sinferopoli e Kerch, fermandosi a Feodosia, antica città affacciata sul Mar Nero fondata dai greci nel 1500. È di poche parole Seiran. "Il ponte? Ancora non l’ho visto", risponde quasi incredulo del perché di così tanto interesse, "non ho molto tempo e poi qui è già Russia, lo è sempre stato".
Nel traffico, spiega come ci siano voluti due anni per cambiare tutte le insegne e le pubblicità nelle strade e nelle città, dall’ucraino al russo, "anche se lo parlavamo anche prima", conclude. Ma la lingua non è stato l’unico problema incontrato dal referendum sull’autodeterminazione della Crimea ad oggi. Il 16 marzo 2014 con un’affluenza alle urne dell’84,2%, il 97,32% degli abitanti della Repubblica indipendente di Crimea scelsero la Russia, chiudendo le porte all’Ucraina e cambiando gli equilibri geopolitici mondiali - tutt’ora la proclamazione d’indipendenza e il referendum del 2014 sono considerati illegali dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti.
A quattro anni dall’annessione, è difficile raccontare un popolo chiuso a nord dal Paese che non riconosce l’indipendenza territoriale e l’annessione alla Federazione russa, l’Ucraina, e dal mare, da sempre unico alleato. Non per Alexey, originario di Kerch ed ex marinaio: 22 anni fa durante un viaggio in mare fu costretto a rimanere a Venezia per un contenzioso tra la compagnia russa che aveva in noleggio la nave e i marinai. Dopo una causa durata 5 anni, la vita di Alexey è continuata in Italia, tra famiglia, lavoro e desiderio di tornare. Oggi è a Kerch per salutare la mamma e pensare a come risollevare l’economia della città, "ora che il ponte è stato aperto, nei miei progetti c’è quello di investire qui ed aprire un’attività". La storia di Alexey si perde nel vento di fine maggio, l’opera architettonica davanti ai suoi occhi è così immensa da lasciare chiunque senza fiato.
Appena passato il posto di blocco che precede l’inizio del transito al ponte, Alexey comincia a suonare il clacson ad ogni operaio che continua a lavorare senza sosta, urlando "Russia, Russia, viva la Russia". In macchina c’è anche la mamma, 78 anni: "Quando ho visto in televisione Putin guidare un camion mi sono commossa", commenta felice riferendosi all’inaugurazione del ponte dello scorso 15 maggio. Con sei mesi di anticipo, ancora una volta Putin è riuscito a stupire l’Occidente, aprendo alla viabilità il ponte più lungo d’Europa: 19 km che collegano la controversa penisola di Crimea alla Russia continentale e che hanno un’importante valenza politica.
Lo pensa persino Evgeniya, ucraina di Kherson, da tre anni a Sebastopoli, perla del Mar Nero da sempre meta di villeggiatura. Sul lungomare, in estate propone ai turisti alcune delle gite attraverso la città, "mio figlio vive e lavora qui già da 15 anni, per questo mi sono trasferita dopo il referendum del 2014", spiega in un russo sporcato dall’accento ucraino. "Penso che il ponte di Kerch sia un enorme passo per la Crimea, adesso la Russia è veramente vicina", sorride mentre sfoglia la guida turistica della città.
Anche Valentina accenna un sorriso fuori la cattedrale Aleksander Nevsky nel centro di Sinferopoli. Chiede l’elemosina, "ma solo nel weekend e nei giorni di festa", ci tiene a precisare mentre posa accanto ad uno dei cartelli che circondano il santuario e che sottolineano i lavori di restauro voluti dal presidente Vladimir Putin. Valentina non si vergogna di dire di non aver espresso il suo voto nel 2014 e nelle passate elezioni presidenziali di marzo, "a chi è nato durante l’Unione Sovietica non interessa sapere di essere in Russia o in Ucraina anche se con l’annessione i prezzi si sono alzati e la mia pensione abbassata".
10.06.2018


ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
22.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, luglio 2019
22.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, luglio 2019
22.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, luglio 2019
20.08.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, luglio 2019
05.08.2019
Comunicazione Ustat: Pericoli naturali Ticino
30.07.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2019
29.07.2019
Avviso di prudenza del 29.07.2019 nell'accensione di fuochi commemorativi e d'artificio per i festeggiamenti del 1° agosto 2019 [www.ti.ch/incendi-boschivi]
15.07.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, giugno 2019
14.07.2019
Traversa di Cavanna/Bedretto - coordinate 682/152 - Predazione 3 pecore
12.07.2019
Consultabili online le temperature dei fiumi misurate in continuo presso le stazioni idrologiche cantonali e federali [www.ti.ch/oasi]
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
A Hong Kong la rivolta
che cambierà la Cina
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I migranti in Libia
come arma di ricatto
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La fuga dei miliardari
imbarazza gli Emirati
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il tiranno Salvini
al ballo del Papeete
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Onda verde e giovane
delle nuove generazioni
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"


La copertina
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Le pubblicazioni
di Rezzonico
Editore

Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie





I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Indonesia:
Giacarta,
la città
che affonda

Open Arms,
Salvini autorizza
lo sbarco
dei minori

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00