Oltre 750mila svizzeri si sono espatriati, molti gli over 65
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Vado a vivere all'estero
risparmio e sto meglio
PATRIZIA GUENZI


Cibo, clima e costo della vita. Tre aspetti fondamentali che spingono molti pensionati svizzeri ad andarsene a vivere all’estero. Mete invitanti, spesso scoperte per caso, magari durante una vacanza, in cui mettere radici dopo i 65 anni. Come è capitato a Daniel B., 77 anni, e sua moglie. Terminati gli impegni professionali, hanno fatto le valigie, lasciato Zurigo e si sono definitivamente trasferiti alle Canarie (vedi articolo nella pagina a fianco). Idem Patty e Giorgio che dal Sud delle Alpi sono volati in Thailandia, a Phuket, dove hanno aperto il Ristorante Ticino. Ancora in forma e grazie ai risparmi e al capitale previdenziale accumulati, si sceglie di andare a vivere... in Paradiso, dove il risparmio è assicurato. Tra le mete preferite la Spagna (nel 2016 ha attirato 1.126 svizzeri), la Thailandia (912) e il Brasile (473). In Italia, un piano del governo prevede per i pensionati, anche stranieri, che si trasferiscono in Sicilia, Sardegna e Calabria dieci anni senza tasse.
Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica (2017), sono 752mila gli svizzeri all’estero, distribuiti in circa duecento Paesi, principalmente in Europa. La Francia accoglie la comunità elvetica più numerosa. Più donne che uomini se ne vanno via e scelgono la Grecia, prima dell’Italia, dei Paesi Bassi, dell’Austria, Regno Unito e Germania. Gli uomini vanno per lo più i Paesi dell’Asia, Thailandia, Singapore, Cina e Filippine. Tutti assieme, i connazionali espatriati formerebbero il 4° cantone in termini di popolazione, dietro a Zurigo, Berna e Vaud.   
Si parte per diverse ragioni, la principale è economica. Per molti over 65 il costo della vita in Svizzera è insostenibile con la sola pensione. All’estero, ci si può invece permettere quello che spesso in patria risulterebbe proibitivo o difficilmente accessibile. Nel 2006 i pensionati svizzeri residenti all’estero erano poco più di 74mila. In dieci anni, hanno superato i 100mila, per un totale di oltre 120 milioni di franchi di rendita vecchiaia. E la tendenza ad emigrare verso altri lidi cresce costantemente, così come l’afflusso di rendite all’estero.  Se la comunità elvetica più numerosa si trova in Francia, al di fuori dell’Europa sono gli Stati Uniti ad ospitare il maggior numero di svizzeri. Ma si trovano cittadini col passaporto rossocrociato anche in luoghi molto esotici, come Bahamas, Seychelles, Maldive, Isole Figi. C’è pure chi sceglie di espatriare anche nella gelida Groenlandia. E poi Costa Rica, Ecuador, Panama, Tunisia, Messico, Malesia. Tutti Paesi che vengono presi in considerazione da chi se ne vuole andar via dall’esosa Svizzera. Lì, le offerte non mancano, con tanto di agevolazioni fiscali molto attraenti. Tanto per fare qualche esempio, a Città del Messico poco più di mille franchi (circa 2mila pesos) equivalgono allo stipendio medio di un dirigente d’azienda. Facile immaginare la forza economica di uno svizzero dunque. In Malesia due persone possono vivere in un condominio extra lusso con mille franchi al mese. Un social visit pass permette infatti ai non malesi di restare nel paese per dieci anni. Senza contare che la sanità funziona e una visita medica specialistica costa soltanto una dozzina di franchi.
Ci sono poi delle eccezioni. In Stati come São Tomé e Principe, Micronesia o Kiribati ci sarebbe, ad esempio, un solo svizzero, ma - come sottolinea anche il dipartimento degli Affari esteri - ormai in quasi tutti i Paesi abita almeno un cittadino rossocrociato. Con comunità di un certo peso, ad esempio, in Paesi come Brasile, Thailandia o Nuova Zelanda, dove il numero dei "pensionabili" rispetto al totale sale maggiormente. Anche perché, almeno nei primi due casi, vivere con 2’500 franchi al mese di rendita significa garantirsi un ottimo tenore di vita.

pguenzi@caffe.ch
26.08.2018


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