La formazione dei migranti che arrivano nel canton Ticino
A scuola di cultura
e di lingua italiana
ANDREA BERTAGNI


Formazione. È questa la nuova strada, dopo il buon esito del progetto pilota promosso dall’Unione contadini ticinesi, che si concentrava "solo" sull’esperienza pratica, intrapresa dalla Svizzera nei confronti dei rifugiati. Nell’agricoltura, certo, ma anche in altri settori dell’economia, l’industria e la ristorazione. In Ticino a prendere in mano l’iniziativa che mira a fornire ai richiedenti l’asilo un pezzo di carta utile al mercato del lavoro nel settore primario, è il centro professionale del verde, diretto da Anna Biscossa. "Si tratta a tutti gli effetti di una ‘prima’ nazionale - spiega al Caffè -, anche perché questa seconda fase, che mira a fornire ai profughi un attestato professionale, prevede il sostegno diretto della Confederazione nell’ordine di svariate centinaia di migliaia di franchi".
A scendere in pista, accanto al centro del verde, numerose aziende agricole ticinesi. Ai richiedenti l’asilo che parteciperanno alla formazione saranno offerti stages pratici a Mezzana, ma anche in azienda. Inoltre, per sette settimane, vi saranno pure lezioni di cultura e lingua italiana. "Speriamo davvero -  riprende Anna Biscossa - che al termine del periodo formativo le persone coinvolte riescano a stipulare un contratto di lavoro". Anche perché il settore ne ha bisogno, dato che fatica a trovare manodopera, pur disponendo di posti di lavoro.
A livello svizzero il "nuovo" progetto, questa volta formativo, della Segreteria di Stato della migrazione, che tecnicamente si chiama "pre-tirocinio di integrazione", prevede il coinvolgimento di 800-1000 richiedenti l’asilo l’anno per una durata di quattro anni. Dodici sono invece i settori economici  in cui verrà avviata la sperimentazione.
All’origine  dell’iniziativa di solidarietà vi è stato un rapporto di valutazione dell’Alta Scuola di scienze agronomiche, forestali e ambientali di Berna. Rapporto che ha individuato le linee guida poi completate dalla Segreteria di Stato per la migrazione insieme ai partner istituzionali.
26.08.2018


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