Uno studio svela come nascono i rapporti sociali
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I segreti dell'amicizia
"un sentimento raro"
REDAZIONE CAFFÈ


Quelli veri sono pochi. "Perché l’amico - dice Giovanna Viscardi, avvocato e granconsigliera - è la persona su cui si può sempre fare affidamento". Ed è un po’ quello che dice, nelle sue conclusioni, un recente studio dell’università del Kansas. Dove i ricercatori hanno stabilito che ci vogliono almeno 50 ore di socializzazione perché un conoscente diventi un amico. Attenzione!, solo superficiale. Perché ce ne vogliono altre 40 affinché diventi un amico "vero" e 200 in tutto perché si trasformi in un amico "intimo". Tre scale progressive, dunque, per tre tipi diversi di relazione sociale. D’altronde, come aggiunge Viscardi, "l’amicizia è il legame più importante dopo quello della famiglia". A patto che sia in sintonia con una serie di sentimenti, dice ancora il legale: "Affetto, lealtà, vicinanza e reciproca disponibilità".
Anche Luca Bolzani, presidente di Sintetica Sa, che per lavoro incontra e conosce molta gente, "e con alcuni ho anche relazioni professionali strette", sostiene che "l’amicizia è riservata a pochi". A una cerchia ristretta di persone, continua l’imprenditore, perché "è per tutta la vita, non ha tempo e si distingue dalla conoscenza". Quindi, a prescindere da quante relazioni sociali si possono portare avanti, la nostra cerchia di confidenti si riduce a dieci, al massimo venti persone. Un dato che peraltro sembrerebbe in calo almeno secondo uno studio scientifico statunitense che afferma come dal 1985 al 2004 il numero medio di "confidenti" sia calato di un paio di unità.
Attenzione, però. Il desiderio di compagnia, avvertono gli esperti, non è sconfinato. Tanto che in un saggio due ricercatori inglesi arrivano a calcolare il tetto massimo di relazioni sociali di un individuo, partendo dal fatto che siamo in grado di gestirne solo un certo numero alla volta. Risultato? Una persona nell’arco di una vita può conoscere in media tra le 250 e le 5.500 persone. Tante, poche? Per la violinista Maristella Patuzzi "l’amicizia è un valore aggiunto. Ogni volta che faccio un concerto in giro per il mondo - racconta - conosco molte persone, con le quali cerco di mantenere buoni rapporti". Ma solo in pochi casi i "buoni rapporti" mutano in amicizia vera, autentica. E c’è una curiosa ricerca che spiega questo concetto perché è stata realizzata attraverso i biglietti di auguri natalizi. Dice che "solo" 121 persone alla fine possono diventare amici. È d’accordo anche l’ex ciclista professionista Rubens Bertogliati: "L’amicizia è un aspetto molto importante - sottolinea -. I pochi amici che avevo, quando ancora gareggiavo, avrebbero dato l’anima per me e io avrei fatto altrettanto". Per l’ex corridore "l’amico vero è come un fratello". C’è poi il desiderio di vicinanza e intimità. Sentimento diffuso ma che per gli esperti ha molte sfaccettature. E così lo spiega lo scrittore Mattia Bertoldi: "È un sistema di forze insondabili che ci eleva a qualcosa di più. Ci sono amicizie che vengono alimentate giorno dopo giorno, altre che sembrano trarre forza dalla distanza e dal tempo. E allora capita di incontrare di nuovo persone che a sorpresa si ripresentano anche dopo anni pronte a darti una mano".
02.09.2018


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