Come cambia il modo di lavorare e di comunicare
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"Niente casa o ufficio"
ecco i nomadi digitali
FEDERICO BASTIANI


La società in cui viviamo oggi è sempre meno orientata al possesso delle cose, siamo fruitori piuttosto che possessori. Molte persone non hanno un’auto propria, la utilizzano solo quando serve (car sharing), non possediamo già da tempo vinili o cd perché la musica la ascoltiamo in streaming, non servono dischi rigidi per archiviare dati perché abbiamo i cloud. Anche il modo di vivere inteso come habitat sta cambiando. Infatti si stanno  diffondendo i "digital nomads".
In un mondo sempre più connesso dove il lavoro è possibile svolgerlo attraverso un pc, aumentano le persone che decidono di non possedere una casa, di non ancorarsi in un posto per la vita, bensì decidono di essere appunto nomadi digitali. Ovvero, vivere per periodi medio lunghi in varie parti del mondo utilizzando aree di co-living e co-working, come ad esempio lo Spazio 1929 di via Ciseri a Lugano, che vede tra i fondatori il regista e sceneggiatore Erik Bernasconi, o Coworking Lugano Nord di Lamone. Peraltro Spazio 1929 fa parte della rete nazionale Coworking Switzerland che conta un centinaio di locali condivisi.
Esistono, poi, varie piattaforme che offrono servizi più estesi per chi si vuole spostare da un paese all’altro, uno dei più noti è Roam (www.roam.co) Il fondatore è Bruno Haid, austriaco. Nel 2011 si muove a San Francisco per cercare un posto dove stare. Insieme ad alcuni amici, trova uno stabile abbandonato. Lo rilevano e lo trasformano in un posto di co-living e co-working, un luogo dove freelance di tutto il mondo potevano andare per vivere e lavorare creando una vera comunità. Quando torna in Austria incontra un amico che gli parla di Bali e di come sarebbe stato bello offrire alla loro comunità la possibilità di vivere per un periodo dell’anno sull’isola indonesiana.
Oggi Roam è presente a Bali, Tokyo, Londra, Miami e San Francisco. "Abbiamo ricevuto più di 12mila domande ed abbiamo ospitato oltre 3.000 persone nelle nostre cinque proprietà", dice un soddisfatto Bruno Haid. Il cliente tipo è il freelance, artista, scrittore, consulente informatico, web designer, giornalista, tutte quelle attività che possono essere svolte in remoto. E i costi? Per Miami e Bali siamo attorno ai 1’800 dollari al mese, Tokyo 2’600 e San Francisco fra i 3’800 e 4’500. Prezzi in linea con il Paese dove si decide di vivere che dipende anche dai servizi richiesti. Esistono anche piattaforme che semplicemente offrono il servizio di co-living, luoghi dove non solo si condivide lo stesso tetto ma anche la vita di comunità. Daniel Beck, 36 anni, svedese, ha fondato Coliving (coliving.com) nel 2014 perché stufo di vivere nel suo freddo Paese. Iniziò un viaggio a San Francisco, prima utilizzò Airbnb, ma voleva andare oltre, conoscere persone che condividessero la sua stessa esperienza. Oggi Coliving opera principalmente in Usa con circa 3.800 utilizzatori.
Ma c’è anche chi decide di intraprendere questa scelta di vita senza appoggiarsi ad alcuna piattaforma. È il caso di Michela Locatelli, consulente advertise per Google, si occupa di gestire le campagne pubblicitarie. Dopo aver lavorato per 5 anni in ufficio per 8/10 ore al giorno, ha deciso di licenziarsi per essere lei a gestire il suo tempo. Si è costruita il suo giro di clienti fisso che oggi le permettono di vivere dove vuole. "I nomadi digitali, vivono come se vivessero in Europa, ma essendo per esempio a Bali, con 1’000 euro al mese puoi permetterti di vivere non dico nel lusso ma sicuramente molto meglio che a Milano o Londra - spiega -. Se poi guadagni discretamente e sei fiscalmente residente in Romania dove le tasse sono al 3%... beh basta fare due conti".
Essere un digital nomad non è una passeggiata, non ci sono certezze, non esiste lo stipendio fisso a fine mese, non si viene pagati quando si è malati. Michela è anche amministratrice del gruppo Facebook "Nomadi Digitali Italiani" e risponde a domande ricorrenti. "Tante persone chiedono come si fa ad iniziare e molti, purtroppo cercano una ricetta facile e veloce per lavorare il meno possibile e fare molti soldi - spiega -. Ovviamente questa ricetta non esiste. Siamo tutti partiti più o meno con nulla, tanto entusiasmo e poche certezze e su quello iniziato a costruire piano piano, lavorando tanto. Poi, le soddisfazioni arrivano".
02.09.2018


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