Gruppi, partitini... durati solo lo spazio di un mattino
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La nebulosa galassia
dei politici-meteora
CLEMENTE MAZZETTA


Non c’è stato solo Werner Nussbaumer, il "dottor canapa",  a "fabbricare" partitini. Dai tempi della Svepo, la "Svolta eco politica" degli Anni ‘90, lui ha partecipato, organizzato, inventato una marea di sigle politiche. E non pare intenzionato ad arrendersi (vedi articolo sopra). Ma la storia politica ticinese è piena di movimenti, gruppi politici, durati lo spazio di un mattino. O di una campagna elettorale. Di persone che a dispetto dei risultati (deludenti) si sono presentati più volte.
In principio c’è stato Lele Delcò, l’inventore del "partito dell’umbrela". Nome  che non venne accettato, perché irriverente, e che lui trasformò in "Partito delle donne". Correva l’anno 1991. Anno in cui si presentò anche Giuliano Bignasca, che s’inventò la Lega dei ticinesi trascinando un asinello in Piazza Riforma. Sembrava destinato all’effimero pure Bignasca. Invece... Delcò non ebbe lo stesso destino. Ma il pessimo risultato non lo dissuase. Anzi ci prese gusto. Cambiò successivamente etichetta al partito, presentandosi per l’ultima volta nel 1999 con "Partito popolare 2000". Prese 423 voti e non entrò mai in parlamento, ma divenne popolarissimo. Lui e il suo grotto.
Nel 1999 alle elezioni cantonali si presentò pure l’ex giornalista Giorgio Ghiringhelli, in una lista tutta sua denominata "Guastafeste". Si dovette accontentare di 532 schede, pari allo 0,4%, ma Ghiringhelli ebbe 3.477 preferenze. Insufficienti comunque. Non soddisfatto si ripresentò tre volte, pure per il Consiglio Nazionale. L’ultima nel 2007 anche per il Consiglio di Stato.
Nel 1999 salì agli onori della cronaca anche il partito del Tasso del grafico e vignettista Corrado Mordasini, l’inventore della rivista satirica Il Diavolo. Siccome non veniva mai citato nella rassegna stampa della Rsi, che invece segnalava regolarmente Opinione liberale e Popolo e libertà, in quanto settimanali di partito, decise di costruirsi un suo partito. Ottenne 745 voti, non venne eletto ma venne citato nella rassegna stampa.
Più fortuna ebbe il partito liberal socialista, fondato dall’ex consigliere di Stato Rossano Bervini: riuscì in quella legislatura ad eleggere due deputati. Nella politica magmatica effimera dei piccoli gruppi Donatello Poggi, operaio delle Ffs alle Officine di Bellinzona ha un ruolo significativo. Prima aderente al Partito del Lavoro, ora partito comunista, costituì un suo movimento, l’Onda, che si presentò alle elezioni cantonali del 2003, confluì infine nella Lega. Fu eletto. Poi, uscì e costituì il Fronte degli indignati. Germano Mattei, già deputato Ppd, infine, con la sua Montagna Viva è rientrato in parlamento nel 2011.

c.m.
09.09.2018


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