La Juul sbarca in Svizzera, è trendy ma contiene nicotina
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Il nuovo fumo elettrico
che conquista i giovani
ANDREA BERTAGNI


Si chiama Juul, è grande come una chiavetta Usb, sa di frutta e crème brulé e spopola tra i giovanissimi. È la "nuova" sigaretta high-tech, sbarcata in Svizzera dagli Usa, dove è già diventata un fenomeno. Tanto  da costringere molte scuole a prendere provvedimenti. Tutto inutile. Sui social media "fare juuling", aspirare, è diventato virale. E alti sono i rischi per la salute.
A tuttoggi una legge in Svizzera ancora non c’è. Si dovrà aspettare il 2022. Intanto, ogni cantone decide da sè. E nel vuoto le e-cigarette alla nicotina sono vendute e pubblicizzate secondo una sorta di codice di condotta che si sono date le stesse aziende, che proibisce lo smercio dei vaporizzatori ai minori di 18 anni. Come? Verificando l’identità e l’età dell’acquirente.
Tutto bene, dunque? Non proprio. Jacques Philippe Blanc, pneumologo, non si fa illusioni. "Faccio fatica a credere che un’industria che fa morire la metà dei suoi clienti prima dei 70 anni abbia un codice etico. Anche perché in alcuni Paesi africani, così come in Brasile, è riuscita a convincere i governi a piazzare la vendita di sigarette vicino alle scuole: ne abbiamo le prove".
In effetti, la Juul, anche se proibita agli under 18, la si può comperare su Internet per 60 franchi. E chi controlla? Non certo le imprese online svizzere che la commerciano. Inoltre tecnicamente non è una vera e propria e-cigarette. All’interno non ci sono liquidi, ma sali di nicotina, che vengono scaldati e aspirati, come avviene con il tabacco.  "Il rischio di questo nuovo dispositivo è che è molto facile da camuffare e nascondere ai genitori", osserva Jocelyne   Gianini, consulente in tabaccologia. Molto chiari sono invece, gli effetti sull’organismo. "Provoca dipendenza dalla nicotina, anche se oggi non ci sono studi che dimostrano il passaggio alle sigarette vere e proprie", precisa Blanc.
Ai giovani, si sa, importa poco. "Se sei cool, allora fumi una Juul e lo posti sui social - scrive un adolescente su Instagram - affinché tutti possano vedere quanto tu sia ironica e divertente". Non è uno scherzo. La Rete è piena di video con ragazzi che inalano anche 5 stick di fila, ridono e rotolano per terra. Sballati. O forse meglio dire svappati. "Senza una legge chiara che ne limiti la vendita e la pubblicità, tutti i prodotti che contengono nicotina e al tempo stesso risultano attraenti costituiscono un potenziale rischio", sottolinea Jann Schumacher, presidente di Ticino addiction. Tra chi non è rimasto a guardare, la California. Nel 2016 ha portato da 18 a 21 anni l’età minima per acquistare le Juul. Alcune scuole hanno bandito le chiavette Usb in generale, visto che si possono confondere. Altre hanno rimosso le porte dei bagni degli studenti. Inultimente. I ragazzi statunitensi continuano a succhiare fumo. Nonostante la ditta produttrice affermi che il dispositivo è destinato solo agli adulti, dalle cover colorate agli aromi intriganti, tutto è stato pensato per attrarre consumatori sempre più giovani. "Del resto, l’industra del tabacco - osserva Blanc - mira da sempre al pubblico giovanile. E se una persona inizia prima dei 21 anni a fumare con ogni probabilità contunuerà a farlo per tutta la vita". an.b.
23.09.2018


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