La telegrafia non è scomparsa e in Ticino c'è un campione
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Nell'era di internet
usano il codice Morse
ANDREA STERN


Nell’ambiente è conosciuto come Hb9bhg. E tutti sanno chi è. Perché Fulvio Galli, di Origlio, è vicecampione mondiale in carica di trasmissione in codice Morse. "Un risultato insperato - racconta -, poiché ho dovuto confrontarmi con i mostri sacri della telegrafia, gente da 800-1000 caratteri al minuto". Russi, bielorussi, rumeni, c’erano i massimi esperti di codice Morse nello scorso mese di agosto in Kazakistan per la prestigiosa competizione. Anche un gruppo di mongoli che ha percorso 10mila chilometri in furgone per partecipare ai Mondiali. "Nei Paesi dell’Est - spiega Galli - la telegrafia è una disciplina importante come il calcio in Italia. Ai tempi il governo rumeno assegnava addirittura una casa a chi vinceva una medaglia d’oro. E ancora oggi da quei Paesi arrivano ragazzini di 10-12 anni che fanno cose incredibili".
Non in Svizzera, dove Galli, con i suoi 52 anni, è il più giovane membro della squadra nazionale di telegrafia ad alta velocità. "Come nel resto d’Europa, la telegrafia è tenuta in vita solo da noi amatori - afferma -. A utilizzare il codice Morse siamo solo in quattro o cinque in tutto il cantone". Tutte persone che da ragazzi si sono innamorate di questo modo di comunicare. "Negli anni Ottanta le ricetrasmittenti erano molto in voga - ricorda -. Allora bastava chiedere un nominativo all’Ufcom e si poteva trasmettere. Io chattavo sempre, c’era una ragazza di Campione con la quale ci sentivamo tutte le sere".
E un giorno, a Melide, fu il colpo di fulmine. "Vidi un tipo con l’antenna sulla macchina e mi fermai a parlare con lui - spiega -. Rimasi affascinato. Iniziai subito a studiare il codice Morse. Mi ero fatto dare delle audiocassette, le ascoltavo e codificavo i messaggi. Dopo un anno passai gli esami ottenni la patente federale di radioamatore". Da allora Fulvio Galli non ha più smesso. Ancora oggi sfrutta tutte le sue pause pranzo per allenarsi. "Uso il computer, non il telegrafo - afferma -. Ma il tasto elettronico c’è ancora, la codifica bisogna farla fisicamente".
Rispetto agli esordi, oggi Fulvio Galli è però una mosca bianca. Complice l’avanzata della telefonia mobile e di internet, nel 1999 la Posta e la Swisscom soppressero il servizio telegrafico. E da allora il numero di conoscitori del codice Morse è lentamente ma inesorabilmente calato.
"Negli ultimi tempi però si assiste a un ritorno di fiamma - afferma Galli -. Di recente il mio amico Franco Citriniti ha iniziato a offrire dei corsi per adulti che riscuotono un buon interesse. La telegrafia resta una passione di nicchia, ma c’è sempre più gente che ricomincia a trovare il piacere di studiare, di fare collegamenti con il codice Morse. Speriamo di riuscire a trovare qualche giovane talento da portare in Nazionale".
Un gioco, una passione. "Ma nel momento in cui dovesse esserci un disatro, come un terremoto o uno tsunami, può anche rivelarsi molto utile - osserva Galli -. Se la rete mobile non funziona più, come si fa a comunicare? Con i segnali di fumo? Ancora di recente si sono visti casi in cui sono stati i radioamatori a permettere di fare i salvataggi".

a.s.
25.11.2018


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