In Svizzera non accenna a calare la fattura per i farmaci
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Solo per i medicinali
spendiamo 7,5 miliardi
PATRIZIA GUENZI


Donna, tra i 18 e i 64 anni, domiciliata a Zurigo. È il profilo del consumatore tipo di farmaci in Svizzera. Seguono le "colleghe" di Berna, Argovia, Ginevra e Ticino. E se a Ginevra rispetto all’anno precedente la spesa per i medicinali è calata del 4%, negli altri quattro cantoni è invece salita. Non è una novità che il Ticino sia fra le regioni più impasticcate del Paese. Un trend che in generale si riscontra a livello nazionale. Nel 2017, le spese per i medicinali a carico dell’assicurazione di base sono aumentate di mezzo miliardo di franchi, superando così i 7,5 miliardi. Tanti, tantissimi soldi. La ragione è presto detta: si comperano sempre più medicinali e il loro costo non cala. O quando accade, non basta ad abbassare la fattura finale. Complici soprattutto le nuove terapie oncologiche e immunologiche, molto costose. Oltre ad un consumo sempre più spinto di farmaci contro il diabete, anticoagulanti, antiepilettici e prodotti oftalmici.
È una fotografia miliardaria quella scattata dal quinto Rapporto sui farmaci 2018 di Helsana, forte di 1,9 milioni assicurati per la cassa malati di base, oltre 70mila in Ticino. Nelle quasi 240 pagine, dati, analisi, valutazioni e confronti, in collaborazione con l’ospedale universitario e l’Istituto di medicina farmaceutica dell’Università di Basilea. Oltre ad una parte generale, l’edizione di quest’anno offre analisi focalizzate sulle innovazione vere e su quelle presunte, sulla prescrizione di farmaci in ambito ambulatoriale e sul tasso di copertura vaccinale nei bambini.
E certo, sì, i medicinali sono un elemento indispensabile nella sanità. Nessuno lo mette in dubbio. Accorciano la durata delle malattie e la durata dei ricoveri, alleviano i sintomi, migliorano la qualità di vita e riducono la mortalità. Inoltre, aiutano ad economizzare in altri settori della salute... Anche se generano la gran parte dei costi di quest’ultima. Tuttavia, ne consumiamo troppi. Ogni anno sul mercato ne arrivano di nuovi, più performanti, migliori, con meno effetti collaterali... ma vieppiù costosi. Neanche una nuova iscrizione sulla lista delle specialità su otto possedeva una nuova sostanza attiva. In totale, su 64, solo 50 provenivano da gruppi di sostanze attive davvero nuove. Tra queste, venti nuovi farmaci contro il cancro, otto antivirali e sei antidiabetici.
In Ticino, la percentuale di cittadini afflitti da dolore, insonni, ansiosi, depressi e soggetti ad infezioni sembra essere molto importante. Siamo il cantone che più consuma, e spende. E forse non sempre sarebbe necessario. "Le terapie potenzialmente inappropriate - osserva Luca Gabutti, capo Dipartimento di medicina interna dell’Ente ospedaliero e professore all’Università di Losanna - sono state messe sotto la lente da un’iniziativa internazionale alla quale la Svizzera, e il Ticino in particolare, partecipano. Choosing Wisely (scegliere saggiamente) è una campagna che ha aiutato ad affrontare con anticipo la problematica ottenendo negli ultimi tre anni un contenimento delle nuove prescrizioni di queste classi di medicinali negli ospedali ticinesi. Un primo passo, a cui seguirà un coinvolgimento diretto di medici e pazienti". Detto ciò, i medicinali, quando indicati, fanno miracoli. "Ci hanno permesso di trapiantare organi, curare terribili malattie genetiche, sconfiggere tumori e tenere a bada l’invecchiamento, in particolare del cuore e dei vasi - sottolinea Gabutti -. Quando arriva sul mercato un nuovo farmaco, caro ma efficace, sono quindi contento e pur pensando ai costi, immagino il sollievo del paziente. La ricaduta è quindi sicuramente positiva, ma i costi aumentano e siamo chiamati ad uno sforzo solidale sempre maggiore".
I canali principali di acquisto sono le farmacie, gli studi medici e il settore ambulatoriale. Qui si registra la percentuale maggiore di aumento, sia come quantità che costi, e si potrebbe spiegare con il trasferimento dallo stazionario all’ambulatorio di molti interventi chirurgici. Un comune cittadino ha acquistato in media otto principi attivi all’anno. Nella fascia alta dei prezzi, le quote di acquisti attraverso i canali di vendita per corrispondenza, gli specialisti e gli ambulatori ospedalieri sono aumentate.

pguenzi@caffe.ch
02.12.2018


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