L'anno scorso la quota di mercato del bio è duplicata
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Cresce il business
dei "prodotti verdi"
ANDREA BERTAGNI


È davvero un appetito che non conosce sosta quello degli svizzeri per i prodotti biologici, che fanno felici i grandi magazzini, i contadini e i consumatori.  Rispetto all’anno scorso, secondo le statistiche nazionali, la vendita di verdure è cresciuta del 7%, quella di frutta del 13%. Soprattutto pomodori, carote, peperoni, banane, mele e limoni. Un quantitativo di merce che nel 2018 ha raggiunto quasi 100mila tonnellate.
Segno di un mercato in piena espansione che in Ticino nel 2017 è addirittura raddoppiato, passando dal 3% al 6% del totale. Quando in Svizzera questa quota è del 15%. Un vero e proprio boom che non sembra curarsi del portafoglio, essendo la spesa meno a buon mercato. Secondo una stima dell’Ufficio federale dell’agricoltura, una famiglia con due bambini può arrivare a pagare il 50% in più rispetto agli articoli convenzionali. Tanto? Poco?
Di sicuro, un rincaro che interroga l’Associazione delle consumatrici e dei consumatori della Svizzera italiana (Acsi). "Non sappiamo valutare se il margine è quello giusto - dice Laura Regazzoni Meli, segretaria dell’Acsi - se, detto altrimenti, il sovrapprezzo se lo intasca il venditore o va a beneficio dell’agricoltore".
Quel che è certo è che il produttore non resta a bocca asciutta. "Normalmente sul bio riceviamo qualcosa in più - rileva Milada Quarella Forni, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biologica della Svizzera italiana (Bio Ticino) - per questo c’è interesse a convertirsi a questa produzione".
Già, perché oggi in Ticino sono circa 150 gli agricoltori e gli allevatori che hanno scelto di sposare il cibo genuino. Circa il 20% del totale. E in futuro potranno essere ancora di più. "In effetti l’aumento c’è, anche se meno rilevante rispetto al resto della Svizzera", precisa Quarella Forni. La ragione è presto spiegata. In Ticino si coltivano più ortaggi che frutta, che è quasi del tutto assente, se non si considerano le coltivazioni di bacche e lamponi.
Anche i grandi distributori sono molto interessati. "Il fatturato generato dagli assortimenti bio di Migros Ticino è in crescita del 15% rispetto allo scorso anno - sottolinea il responsabile della comunicazione, Luca Corti - ecco perché abbiamo deciso di porre ancora di più l’accento su questi prodotti, aumentando l’assortimento".
Sulla stessa lunghezza d’onda Coop. "Nel 2017 abbiamo registrato in totale 1,4 miliardi di franchi di fatturato, ovvero il 10,7% in più rispetto all’anno precedente - spiega Francesca Destefani, responsabile della comunicazione - e la domanda continua ad aumentare: non a caso il nostro scopo è raggiungere nel 2025 i 2 miliardi di franchi di fatturato".
A dirsi convinta che la tendenza appare inarrestabile è pure Manor. "C’è chiaramente una crescita delle vendite e per noi rappresenta un mercato prioritario - osserva Sofia Conraths, del dipartimento comunicazione - a titolo d’esempio tutto il nostro pane fresco è di origine biologica: in futuro continueremo su questa strada, ampliando la nostra gamma di latticini e bevande alcoliche".

an.b.
02.12.2018


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