Reportage sugli incontri per trovare l'anima gemella
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Con lo speed dating
amore e cronometro
ANDREA BERTAGNI


Piero ha preso una Coca Cola. Se la sgolerà in pochi secondi. Il tempo di sedersi. E iniziare. Camicia bianca. Occhiali spessi. Parla sottovoce. Uomini da una parte, donne dall’altra. Questa è la regola. "Conoscete già come funziona lo speed dating?", chiede Paola. Che fa gli onori di casa. Piero annuisce. Sofia, che è di fronte a lui, ha le mani incrociate sotto il mento. Si guarda attorno. Annusa l’ambiente. "Tranquilla, inizio io a parlare", le dice Piero. Galantuomo. Del resto per lui non è la prima volta. "Vengo da alcune settimane - precisa - all’inizio può sembrare strano, ma poi diventa tutto più facile". Paola vorrebbe iniziare. Ma mancano ancora alcuni iscritti. "Se arrivano in ritardo, fa lo stesso", taglia corto Piero. Risoluto.
I minuti scorrono. Preziosi. "Ok, cominciamo", si convince Paola. Che chiede a tutti di presentarsi. Con nome, età e un aggettivo. Nessuno parla. Ci pensa Federica a rompere il ghiaccio. Caratteristica degli habitué. Come lei. E Piero. Che sono amici. "Le ragazze di solito arrivano in gruppo, forse per timidezza", annota lui. Scafato. Sul tavolo sono sparpagliati articoli di giornale e alcuni foglietti. "Servono da ispirazione", spiega Piero. Si leggono frasi come "scopri chi sei e non avere paura di esserlo", "sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi". Stefano, barba e maglione neri, prende tra le mani un messaggio. Lo gira e lo rigira. Come per capirne il senso. Davanti a lui c’è Susanna, ha il nome appuntato nel petto. Scritto a penna. Non si è tolta la cuffia. E ha preso una birra. Che tiene davanti alla bocca. Come per proteggersi. O creare uno schermo. Che non c’è. Perché tutti devono conoscere tutte. Questa è la seconda regola. Più importante della prima. In un bar di Lugano. Come altrove. Cinque minuti e poi via. Si cambia posto.
C’è chi parla di lavoro, hobby, animali, viaggi. Chi arriva subito al punto. "Voglio fare una famiglia", dice con sicurezza Erica. "Io no", risponde il ragazzo con cui sta discutendo. Fine della conversazione. Si cambia. Daniela rivela. "Mi sono separata da poco. Non sono pronta per un’altra relazione". "E allora perché sei qui?", le chiede Filippo. Capelli tagliati corti. Avrà al massimo trent’anni. "Ho accompagnato un amico", la risposta. Filippo guarda la sedia successiva. Su cui è seduta Francesca. Che ricambia lo sguardo. Stefano chiacchiera con Sofia. Si sfiorano con le mani. Gesticolando. Ogni tanto scoppiano a ridere. Che sia scoccata la scintilla? Forse.
"Come sta andando?", chiede dopo mezz’ora l’organizzatrice. "Benissimo", risponde Piero. Stefano e Susanna rimangono in silenzio. Filippo chiede. "Quanto manca alla fine?". "Dipende", ribatte Paola. Che aggiunge. "C’è chi continua la conversazione anche dopo che è finito lo speed dating, magari in un altro bar". La serata volendo è insomma solo agli inizi. Qualcuno prende da bere. Si alza. Esce a fumare. Ritorna. Si siede. La musica di sottofondo scalda l’ambiente. Arrivano i ritardatari. Tutti uomini. A loro rimangono pochi minuti. Perché poi Paola si alza di nuovo in piedi. "Ora scrivete su un foglietto la frase più bella che vi hanno detto e quella più brutta", dice. Stefano non capisce. "Stasera?", domanda. "Come volete. Votiamo la migliore e la appendiamo sull’albero". Quasi tutti si guardano in giro. Tranne Piero che indica un oggetto di metallo sul tavolo. Pieno di bigliettini infilzati. Sofia tentenna. Non sa cosa scrivere. Stefano l’aiuta. Ma lei non è convinta. Francesca invece ha piegato il foglietto con cura. E sorride. Susanna e Daniela parlano tra loro. Filippo se n’è già andato. Forse non ha trovato l’anima gemella. O forse ha messo l’asticella troppo in alto. Andrà meglio la prossima volta?

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16.12.2018


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