I 12-15enni sottovalutano i pericoli di postare foto osé
Immagini articolo
S'abbassa sempre più
l'età di chi fa sexting
PATRIZIA GUENZI


Gaia ha 13 anni. Ha partecipato alla ricerca "La sessualità nell’era digitale: gli adolescenti e il sexting 2.0", che ha coinvolto ragazzini 12-15enni. Alla domanda "cosa significa il termine sexting?", la ragazzina ha detto "Mah… so solo che dentro c’è ‘sesso’, ecco questo è quello che ho capito". Una risposta, la prima di una serie di domande su motivazioni, rischi, prevenzione, leggi, che la dice lunga su quanto confuse siano le informazioni dei 12-15enni svizzeri sul sexting. Di cui poco o nulla conoscono, men che meno le derive e le drammatiche conseguenze. "Non ho nessuna idea - dice un’amica di Gaia -. Si tratta di fare un nudo quindi?". E un compagno: "Non è intelligente inviare. Bisogna mostrare tutto in faccia".
Eppure, il sexting li coinvolge sempre più. Secondo i dati James 2016 sull’utilizzo dei media da parte dei giovani, il 98% dei 12-19enni possiede uno smartphone, il 94% è iscritto almeno ad un social e il 10% dei 12-15enni ha già inviato una propria foto o video provocante/erotico e oltre la metà di loro ne ha già ricevuti. Evidente, quindi, quanto lo sviluppo sociale e relazionale degli adolescenti e dei giovani adulti oggi avvenga soprattutto attraverso la Rete. Lo studio "La sessualità nell’era digitale: gli adolescenti e il sexting 2.0" dell’Istituto universitario di medicina sociale e preventiva (Iumsp), completa una ricerca iniziata nel 2016 su 16-20enni e permette di stabilire efficacemente i diversi fattori di rischio e di protezione.
Tra i differenti termini utilizzati per definire il sexting, la maggior parte sono stati sexy, nudi e parti intime. E per determinare quanto il contenuto possa essere definito come nudo o sexting, "dipende, ci sono delle persone che hanno un abito leggero o trasparente". Affrontati pure gli aspetti più suggestivi, come le pose. "Si inarcano, si curvano… Lo fanno apposta, si piegano, così si vedono bene le cosce", risponde un ragazzino. Sia femmine che maschi  sollevato una differenza di genere in termini di immagini. Nel senso che quelle di una ragazza più facilmente entrano nella categoria dei nudi e del sexting. I ragazzi, invece, avrebbero meno margine, più difficile per loro inviare "qualcosa" di suggestivo. "Hanno davvero niente da mostrare o almeno quasi", osserva una 13enne. In riferimento a questa diversità di contenuti secondo il genere, sembra che un ragazzo sarebbe meno riconoscibile visto che è essenzialmente il suo sesso ad apparire nelle immagini/video.  Dice un 15enne: "La femmina invia i suoi seni, poi la maggior parte del tempo si vede un po’ il collo, i capelli. Ci sono anche altri indizi, un orologio o altre cose così".
In generale è emersa poca empatia nei confronti di quelle ragazzine che finiscono vittime di ricatti. Una 13enne dice: "Possono farlo sì ma non davanti ad uno schermo, possono farlo direttamente davanti al loro ragazzo". Curioso anche come gli interpellati si siano posti di fronte all’età. Tanti i pareri e discordanti. Alcuni considerano prudente aspettare di avere 16 anni, anche i 18, altri che pure prima si può fare benissimo. "A partire dai 12 anni sciocca meno - spiega una ragazzina di 15 anni - perché è l’età in cui più o meno si fa… Ma quando si è più giovani, quando si è più piccole non si è davvero consapevoli di ciò che si fa". E un coetaneo maschio replica: "A 13 anni non si dovrebbero fare queste cose. A 13 anni si dovrebbe ancora giocare ai Lego". Già.  p.g.
10.03.2019


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