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Il paese si era spostato di 30 metri e rischiava di sparire
Il tunnel che ha salvato
Campo Vallemaggia
ANDREA STERN


In un secolo il villaggio si è spostato orizzontalmente di 35 metri, verticalmente di 6 metri. Un’enormità. Ma oggi Campo Vallemaggia non si muove più. Grazie a dei lavori eseguiti negli anni Novanta che hanno fermato lo scivolamento verso il fiume Rovana. "Un intervento che ha fatto scuola ed è stato replicato in altre parti del mondo – spiega Christian Ambrosi, responsabile del settore geologia all’Istituto scienze della terra della Supsi -. Abbiamo avuto addirittura delegazioni dal Giappone che sono venute a vedere come è stato fermato lo scivolamento del villaggio".
Uno scivolamento che stava mettendo a repentaglio la secolare esistenza del paese. "Campo Vallemaggia non è l’unico esempio di villaggio costruito su una frana – osserva Ambrosi -. Per lungo tempo è rimasto stabile ma il problema è sorto nel diciannovesimo secolo, probabilmente a causa della pratica della flottazione. Gli abitanti provocavano artificialmente delle piene del fiume per facilitare il trasporto dei tronchi fino a Cevio. Queste operazioni hanno provocato un’erosione dell’alveo e si suppone sia per questo che la frana si è messa in movimento".
Movimenti che hanno raggiunto il metro all’anno. Già nel 1897, allarmato per i numerosi cedimenti di abitazioni, il Municipio cercò di correre ai ripari. Un professore di Zurigo propose di costruire delle gallerie sotterranee per prosciugare il terreno. Ma, complice anche un rallentamento dello scivolamento dopo l’abbandono della pratica della flottazione, alla fine non se ne fece nulla. Finché lo spostamento non tornò a preoccupare. E così negli anni Novanta si dovette per forza intervenire.
"È stata costruita una galleria drenante  sotto la superficie di scivolamento della frana - spiega Ambrosi -. Un’opera costata ben 90 milioni di franchi, ma che si è da subito mostrata efficace. Appena dopo la fine dei lavori, quando si è iniziato a drenare l’acqua, la frana ha avuto un assestamento verticale di un metro. Dopodiché non si è più mossa". Chiaramente non è garantita l’eterna immobilità. Proprio per questo la Supsi effettua dei regolari monitoraggi. "Se dovesse aumentare la pressione o se dovesse diminuire la quantità di acqua drenata, si renderanno necessario delle nuove gallerie - afferma Ambrosi -. Ma in questi vent’anni di misurazioni è andato finora tutto bene. L’opera funziona alla perfezione".

a.s.
12.05.2019


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